La fiamma ondeggia impazzita, non resisterà con questo
vento. E infatti si spegne. Ti sorrido attraverso quella foto in bianco e nero
come a confermare il mio e quello che sarebbe stato anche il tuo pensiero. Mi
chino, raccolgo il lumino e faccio scattare di nuovo l’accendino. La fiamma è
troppo alta e mi brucia il pollice del guanto, che cogliona! Sorrido di nuovo
all’idea che tu, fumatrice attiva, mi avresti detto che non so nemmeno usare un
accendino. Risistemo il lumino dietro un vaso per riparlo un po’. Rimango in
attesa alternando uno sguardo al lumino e uno alla tua foto, penso, ricordo,
soffro, mi incazzo e alla fine sorrido di nuovo.
Anche
dieci anni fa soffiava il vento in questa giornata, io tornavo dalla prima
chemio, tu tornavi da un altro ospedale ma in un carro funebre. O si vince o si
perde, una delle poche partite che non ammette pareggi. Dura è la legge del
cancro.



bentornata...
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