La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

venerdì 31 dicembre 2010

My numbers in 2010

3 sono i kg che ho perso;
2 sono i kg che ho preso;
3800 sono le pagine che ho studiato (per un cazzo, visto il risultato);
2 sono le notti che ho passato in ospedale;
18 sono i cm della mia cicatrice;
10 sono le medicazioni che mi hanno fatto;
4 sono gli esami di radiodiagnostica fatti;
… sono le visite che ho fatto (troppe per poterle conteggiare);
… sono i km percorsi in bici (pochi, non li scrivo perché mi vergogno);
1102 sono i minuti che ho pedalato sui rulli;
64 sono i km che ho corso;


Ah, 3… 3 sono gli anni che ho appena compiuto nella seconda vita.

lunedì 20 dicembre 2010

San Liberato - Run Baby Run

Corri, corri, e pensa;

corri, corri sul terreno ghiacciato e pensa che anche se ci sono zero gradi stai correndo ed è una figata;

stai correndo, sì stai correndo, non sei in quel letto di ospedale da cui tre anni fa non riuscivi ad alzarti;

sì, stai correndo e adesso il tuo viso non è più pallido ma è rosso, rosso fuoco per lo sforzo e per l’aria pungente che ci sbatte contro;

corri e ringrazia quei medici che si sono presi la responsabilità di operarti con la febbre alta anche se era rischioso, perché altrimenti il 2008 non l’avresti visto neanche cominciare;

corri, corri, corri e pensa che tre anni fa, in questo momento, stavi combattendo imbottita di morfina mentre l’omino con la falce in mano ti correva dietro;

corri e godi del tuo fiatone e del tuo sudore e fregatene se il tuo corpo è deturpato e non tornerà più come prima;

corri perché oggi è San Liberato e perché tre anni fa, proprio oggi, forse ti hanno liberata dal cancro.


L’idea era di festeggiare il mio terzo compleanno con un giretto in mtb per i boschi, ma ho perso malizia e brillantezza soprattutto in discesa e quindi non si può fare. Troppo rischioso nella mia condizione. Ho ripiegato con 5km di corsa.
Va bene. Va bene così. Run baby run.

sabato 18 dicembre 2010

Cancer and piss

Non l’avevo mai fatto, ma questa volta, un po’ per lo scazzo per il posto in cui mi ritrovavo e forse un po’ per egoismo, ho sfruttato la mia condizione di malato.
Approfittatriceeeeeeee!
La regola è che durante le sette ore di esame giornaliero non si può andare in bagno se non dopo che ne siano trascorse due dalla dettatura delle tracce. Dopo tale momento i servizi sono presi d’assalto e, vuoi per la quantità di persone e anche un po’ per la maleducazione della gente, non è che siano il massimo della pulizia, anzi…
Così, con il certificato alla mano, prima della scadenza dell’ora consentita, mi sono recata da un commissario che subito ha acconsentito, facendomi però scortare da un agente donna di polizia penitenziaria (ma è carica la pistola?!?) che si è piantonata fuori dal bagno. Mi sono sentita una sorvegliata speciale… ma ho usato un bagno ancora bello lindo.
Sì, ho sfruttato il cancro per una pisciata in un bagno pulito. Che tristezza!!!

domenica 12 dicembre 2010

Exames

Tac ritirata. Il radiologo questa volta si è sbizzarrito e mi ha dedicato un poema di dieci righe. Ben oltre il doppio del solito. Peccato che io non ci capisca granché e quindi non so se il caso di preoccuparsi, visto che ho anche i globuli bianchi sballati. Anzi, a essere sincera, sono questi a impensierirmi di più… Vabbè, ci penseremo.
Ora trolley pronto (no, no, niente vacanza, che avete capito?!) domani si parte di nuovo per la city, per la tre giorni di esame. (Fanculo).

lunedì 6 dicembre 2010

Cancerversary

Dovrei andare a ritirare l’esito della tac. Ma non ci vado. Non voglio tornare nello stesso reparto dove, tre anni fa, proprio oggi, mi hanno detto che avevo il cancro.
L’altro giorno ho fatto la tac, e l’infermiera che mi ha preparato si è ricordata di me. Cioè di lui. In quel reparto non si ricordano di me, si ricordano di lui… e di conseguenza di me.
Le ho chiesto come faceva a ricordarsi dopo tre anni.
Mi ha risposto che della mia diagnosi, nel reparto, se n’era parlato per un po’: nessun radiologo, neanche tra quelli più anziani, aveva mai visto un cancro di quel tipo, e quindi le è rimasto impresso. A me invece è rimasto impresso per altri ovvi motivi. E oggi a ritirare quell’esito non ci andrò…

martedì 30 novembre 2010

It's snowing

Da questo pomeriggio sta nevicando, e io mi sto godendo lo spettacolo dalla finestra, mi mette il buonumore. Lo so, lo so, non sono mica normale.
Il meteo ha dato neve anche per domani.
Non ho ancora montato le termiche, oh, oh, sono in contravvenzione. Chissenefrega, mi sposterò a piedi. E' così bello passeggiare nella neve.

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domenica 28 novembre 2010

Way Back Home

Ho trascorso il fine settimana al mare. Pioveva… ovvio.
Vista la neve che cadeva sulla strada del ritorno, pensavo di tornare qui e trovarci minimo 30 centimetri. E invece niente.
Ok, niente neve da guardare scendere fuori dalla finestra. E allora guardo Danny che danza con la sua bici, Danny che con la sua danza mi lascia senza parole.

mercoledì 24 novembre 2010

Go on

Ho sempre tentato.
Ho sempre fallito.
 Non discutere.
Fallisci ancora.
Fallisci meglio.
(
Samuel Beckett)

Passata la delusione del primo momento, valutata la situazione con tranquillità, lo scoglionamento, lo sbattimento ecc., ho deciso di ritentare un’altra volta.
Non è da me gettare la spugna, non è nella mia natura, e non lo sarà proprio ora.
Ci riprovo e basta.

Nell’attesa, tanto per non annoiarsi mai, domani incomincerà il mio Tour di controlli.
Prima tappa: esami del sangue completi con marcatori;
Seconda tappa: visita chirurgica;
Terza tappa: Tac;
Quarta tappa: visita oncologica.


domenica 21 novembre 2010

Oltre il cancro

Una grande idea, una grande impresa, un grande aiuto.
Complimenti a tutti e in bocca al lupo per ogni cosa.


martedì 16 novembre 2010

Failure

Mi sono liberata di un peso.
Ma ho fallito. Un’altra volta.
Tutto da rifare, dall’inizio.
Ma sta volta non so se ho tanta voglia di ricominciare.
Per adesso concedetemi un bel fanculo al mondo.
E poi ci penserò.

sabato 6 novembre 2010

Moments

In questo momento vorrei essere qui.
Libera da ogni peso.



venerdì 29 ottobre 2010

Stress

Premesso che:
  • Lo stress abbassa le difese immunitarie.
  • Con le difese immunitarie basse aumenta il mio rischio di recidiva del sarcoma, così dicono gli oncologi.
  • I chirurghi dicono che devo stare “ferma e tranquilla” ancora per qualche mese per non pregiudicare il loro lavoro.
  • Io sono stressata.
  • Per abbassare lo stress io corro. Correre mi fa stare meglio.
  • Corro 5 o 6 km per volta e non sto per niente “ferma e tranquilla”.
  • In caso di recidiva il lavoro dei chirurghi verrebbe comunque meno.
Tutto ciò premesso, io continuo a correre.

Il mio ragionamento non fa una piega.

mercoledì 20 ottobre 2010

No social life

Lavorare, studiare, studiare, studiare, milano per le medicazioni, studiare, lavorare, studiare, le visite di controllo da prenotare, studiare, lavorare, studiare, studiare…
Non ho più una vita sociale. Ma posso farcela!!! Sì, sì, posso farcela.

Le cime sono già vestite di bianco e mi è presa la voglia di fare un giro con la mia mtb per i boschi malinconici come solo in questo periodo sanno essere. Che figata. E’ chiaro che per adesso il giro me lo posso solo immaginare… come quando ero nel letto dell’ospedale, immaginavo, immaginavo, immaginavo e immaginavo… e immaginavo...

venerdì 8 ottobre 2010

Itt VS Fester

Oggi ho comprato il mio primo fermaglio post pelata. Emotional!
Prima della malattia, i miei capelli erano lunghi. Molto lunghi (per intenderci fino al lato B). Erano castano chiaro, erano lisci. Avevo fatto un patto: li avrei tagliati corti nel caso in cui fossi diventata avvocato. Ma è andata diversamente.
Ci ha pensato prima il cancro facendomi saltare l’esame, ci ha pensato poi la chemio costringendomi a trasformarmi da Cugino Itt a Zio Fester in poco più di dieci minuti. Senza mezze misure, come sempre.
Avevo un sacco di fermagli per i miei lunghi capelli, con rassegnazione li ho raggruppati e ficcati da qualche parte. Oggi non ricordo dove. Non riesco più a trovarli. Mi è anche sorto il dubbio di averli buttati in un momento di rabbia. Non so. Rimosso dalla mente.
Comunque oggi ho rimediato comprando un nuovo fermaglio per i nuovi capelli. Sono cambiati, ora sono scuri e con i boccoli.
Da quando sono rispuntati, le forbici non hanno più avuto accesso nemmeno per aggiustare il taglio. Divieto assoluto. Loro adesso sono così. Così come sono cresciuti.
Capelli di due anni che possono essere legati e che, ahimè, mostrano le prime doppie punte.

sabato 2 ottobre 2010

giovedì 30 settembre 2010

Summer Skiing

Martedì sono stata a Milano per la medicazione di routine. La specializzanda di turno (quella che pronuncia il mio cognome come se contenesse cinque esse consecutive, in realtà ce n’è una sola) appena mi ha visto mi ha chiesto se ero andata a sciare. A settembre? A sciare? Mmmmmm… Avrei voluto risponderle che non sono abbastanza ricca per potermi permettere di andare a sciare anche in estate, ma non mi è sembrato il caso e mi sono limitata a dire che mi piace stare all’aria aperta. (Sapesse dottoressa che combino…).
Riflettendoci un attimo mi è però sorto il dubbio che, agli occhi degli estranei, la mia attuale faccia possa impersonare il cazzeggio. E che questo potrebbe essere moooolto controproducente per sostenere l’esame orale in Corte.

mercoledì 22 settembre 2010

Scorpion

Ditemi se lo scorpione nostrano ha le stesse potenzialità di quello cubano…
Nel caso, non esiterei a farmi pungere ogni volta che uno di loro passeggia tranquillo sui muri di casa.
Sì, ma se poi è radioattivo e mi trasformo nell’uomo ragno?
Altro che cancro. Altro che pedalare.

sabato 18 settembre 2010

Happy birthday


Happy birthday brother! Thanks for everything!!!

sabato 11 settembre 2010

Back on the racing bike

77 giorni di astensione (forzata) dalla bici, (certo, in confronto al passato quando lo stop è durato quasi cinque volte tanto, non sono niente) cominciavano a recarmi più che altro malessere mentale…
Non ho più resistito, e stamattina ho dovuto uscire, per il bene di tutti, ma soprattutto per il mio.
Uscita in solitaria e solito itinerario pianeggiante per verificare di quanto, in questi mesi, sono peggiorata e le eventuali conseguenze post operatorie.
Primi quindici minuti e avverto fastidi nella zona operata, ‘azz! Sorvolo, rallento e proseguo.
La testa dice vai.
Vento nelle gambe, vento in faccia a scontrarsi con i pensieri, i brutti pensieri che inevitabilmente non abbandonano e non abbandoneranno mai la mente di un paziente oncologico.
Ecco quello che mi è mancato in tutti questi giorni: la solitudine, lo spazio tutto mio, l’isolamento da tutti, la mia bici per riflettere. Chi la sente adesso la fatica? Non c’è spazio per lei, c’è solo spazio per i litigi nella mia testa: pensiero pessimista contro pensiero ottimista.
E intanto, senza accorgermene, il nastro d’asfalto scorre velocemente sotto di me e in un attimo mi ritrovo al punto di partenza. Possibile? Dopo tutti quei giorni di stop, meglio di così non poteva andare:
media come se mi fossi allenata costantemente,
testa più leggera e ottimista,
e un bel sorriso stampato in faccia!

mercoledì 1 settembre 2010

Adieu

Più che altro io lo ricordo per gli occhiali e per la sua coda (la sua storia la trovate qui http://ciclismopst.blogspot.com/2010/08/bon-voyage-laurent.html) ma la notizia della sua morte mi ha fatto trascorrere una notte di sonno agitato. E’ sempre così quando si tratta di cancro, sia che riguardi un personaggio noto o non.
E a me non rimane che dire cancer sucks!

lunedì 30 agosto 2010

Grandma

Vent’anni fa, per un tipo ben diverso dal mio, il cancro, dopo un anno di sofferenza, si portava via la mia nonna paterna. All’epoca io ero ragazzina e durante il corso della malattia non capivo granché riguardo a ciò che stava accadendo. Forse non capivo, non perché fossi ragazzina, ma perché di cancro si parlava in modo diverso da come se ne parla oggi. Anzi, si evitava di parlarne.

Da noi si diceva “un mal brut”, e spesso il malato non ne era nemmeno a conoscenza. Certo, lo capiva da solo, lo immaginava, ma nessuno glielo schiaffava in faccia, neppure i medici. Si viveva nella menzogna dettata dalla pena per il malato, violando oltretutto il suo diritto di sapere.

Credo che nascondere il cancro all’interessato sia uno degli atteggiamenti più sbagliati per affrontare la malattia. Come faccio a combattere se non so contro chi devo combattere?
Io devo sapere.

giovedì 19 agosto 2010

Flu

Come si fa a prendere l’influenza in agosto?
Stando nella sala d’attesa dell’ospedale con l’aria condizionata a manetta, attendendo, con un ritardo di oltre un’ora, il proprio turno per una stramaledetta medicazione di cinque minuti.
Ecco come si fa.

giovedì 5 agosto 2010

Tabanus bovinus

La vacanza è andata bene. Studiato poco e niente, oziato tantissimo... vabbè.
Unica nota stonata: un tafano maledetto mi ha punto su una gamba procurandomi una mega infezione che mi sta costando cinque giorni di antibiotico ed una cremina al betametasone. Ma questo è doping!?!? Uuuuh…

martedì 3 agosto 2010

Conflicting worlds

Dalla frescura e dal silenzio della montagna,
alla calura e al traffico della tangenziale;
dal profumo dei maestosi larici,
all’odoraccio nauseabondo dell’ospedale.
Sì. Catapultata in due mondi opposti, senza mezze misure.
Per la medicazione di routine.

mercoledì 21 luglio 2010

Hermit

La prima bella notizia è che finalmente il mio computer è tornato libero da virus e completamente rinnovato.
La seconda bella notizia è che ieri sono andata a fare l’ennesima medicazione e, nonostante abbia ancora dei punti, mi hanno fissato il prossimo appuntamento tra quindici giorni! Giorni in cui dicono dovrò comunque stare “tranquilla”. Wow, così nel mezzo ci scappa benissimo una specie di vacanza in isolamento in alta montagna. Tipo eremita. Scopo: cambiare aria e incominciare a studiare come si deve.

venerdì 16 luglio 2010

A forgotten cancer

17 - 25 luglio 2010
Settimana internazionale di sensibilizzazione del Sarcoma.
Un cancro raro, aggressivo e, ahimè, dimenticato...
Il video è quello dell'anno scorso ma il significato è lo stesso.
Grazie.

mercoledì 14 luglio 2010

After Surgery

Capita che, proprio mentre sono in procinto dell'intervento, il mio computer è infestato da una miriade di virus. E così io parto per l'ospedale e lui parte per una bella formattazione. Io torno dall'ospedale e lui non è ancora tornato... (Chi era messo peggio tra i due?).
La mia convalescenza, tra dolori, movimenti limitati, e caldo che più caldo non si può, è anche fuori dal mondo perchè lui non c'è e io avevo programmato di trascorrere questi giorni smanettandoci alla grande.
E invece, giorni noiosi in cui non faccio altro che dormire, sudo senza muovermi e il mio sudore ha odore di anestesia. Libri ammucchiati disordinatamente mi aspettano in un angolo della stanza, ma io ora non ho testa per immergermi in concetti giuridici... anche se dovrei... eccome!
Ah, per fortuna c'è il Tour, la parte più entusiasmante della giornata. Ma amici e parenti, con tutto il tempo che c'è, perchè venite a farmi visita proprio nel momento dell'arrivo della tappa? Lo fate apposta?

A parte tutto, l'intervento pare essere andato bene e il dolore post operatorio è sopportabile. Là mi chiamano Shirley Temple castana per via dei boccoli. Mi hanno chiesto se sono naturali. Ditemelo voi cari medici, sono stati generati dalla chemio, quanto possono essere naturali?
Il risveglio dall'anestesia, questa volta, è stato un po' traumatico: tremavo e battevo i denti. E' bastata una coperta e poi la voglia di un panino col salame ha preso il sopravvento!

giovedì 24 giugno 2010

All together

Accade tutto insieme. E’ sempre così!
L’intervento è slittato di un po’ e si è andato ad incastrare perfettamente tra i controlli del follow up trimestrale. Mi aspettano giorni frenetici e ansiosi, e temo (quelli di degenza post operatoria) anche dolorosi, me lo hanno già anticipato... che simpaticoni!
Ho pure ricevuto la comunicazione dalla Corte d’Appello di essere stata ammessa all’esame orale. Certo, sono contenta, ma questo significa dover rimettersi a studiare e anche alla svelta.
Meglio non pensarci, anche se la testa va per conto suo.
E sono così assente da non rendermi conto di aver pedalato per 40 km.

lunedì 21 giugno 2010

TdS



Vederti sorridere, a quasi 39 anni, sul secondo gradino del podio del Tour de Suisse mi ha fatto dimenticare la levataccia di questa mattina, i 250 km di autostrada, la stanchezza e le ore perse per gli esami e le visite del pre ricovero.
E poco importa se domenica scorsa, nonostante i miei intenti, non sono riuscita ad individuarti nel gruppone di ciclisti che mi sono sfrecciati davanti. Eravamo lì.

venerdì 18 giugno 2010

Even my friend

Ho un’amica, di 14 anni più grande di me, con la quale, per oltre un decennio, ho condiviso un hobby che purtroppo ho abbandonato nel corso della malattia. Ci siamo divertite un sacco io e lei insieme a tutti gli altri, imparando dalla "vecchia scuola", gestendo situazioni che ci sembravano al limite ma che abbiamo brillantemente superato, lasciando senza rendercene conto un segno positivo, seppur modesto, nella nostra realtà paesana.

Oggi accompagnerò la mia amica dal MioSuperOnco perchè il cancro ha deciso di insediarsi anche nel suo corpo. Fuck.

sabato 12 giugno 2010

Are chills...

Sono brividi. Passeggiare in serata tarda nell’oscurità e nel silenzio, vedere un prato con un esercito di lucciole mentre il vento ti porta le note di “Con te partirò” cantata, poco distante da lì, dal vivo, da un tenore di 13 anni che sembra Bocelli.
Life is good!

martedì 8 giugno 2010

New hospital

Varcata la porta di un nuovo ospedale. Il sesto dalla malattia. Ho visitato più ospedali che capitali d’Europa. Che culo, eh? Questo è immenso, spaziale, sembra un mix tra un aeroporto e un centro commerciale. La “puzza di ospedale” che mi fa vomitare l’ho avvertita pochissimo, credo che potrò resistere.
Ho incontrato il chirurgo che mi ha liberata dal male tempo fa. Mi ha riconosciuta, non credo per la mia faccia ma per il bastardo. Non si può dimenticare la rarità e la particolarità del mio caso.
Ho conosciuto il chirurgo che riparerà i danni. Due enormi baffi e una forte somiglianza a un mio professore delle superiori (quello che ha contribuito ad alimentare la mia passione per il diritto) gli hanno assegnato da subito un buon punteggio: è ok. Il fatto che poi mi abbia confermato che per riparare il danno non occorre fare un innesto di pelle (taglia lì e incolla là) lo ha reso ancor più simpatico. E così, tra una spiegazione e una battuta, abbiamo fissato la data dell’intervento. Il primo di una serie.

lunedì 31 maggio 2010

Celebrations

Maggio è il mio mese preferito anche per altre ragioni:

il 30 maggio di due anni fa, alle ore 22.45 (sì, sì 22.45!) stremata in un letto del reparto di oncologia, la pompa collegata alla bomba che goccia dopo goccia, attraverso il picc, entrava in me, ha cominciato ad emettere quel suono che tanto detestavo, e che tanto detesto al solo pensiero. Bip, bip, bip...
Quella volta però la pompa segnalava la fine. Come la campana suona per indicare l’ultimo giro della gara, la pompa suonava per dirmi che avevo raggiunto il mio traguardo: l’ultima chemio era terminata. Il tormento era finalmente finito. Quel giorno le ultime forze le ho usate per sorridere all’infermiera di turno, che oggi non ricordo chi fosse. Peccato.
Per scaramanzia e per mancanza di energia ho rimandato i festeggiamenti, talmente rimandati che dopo due anni non ho ancora festeggiato. Non ne ho sentito più il bisogno, dopotutto festeggio ogni giorno sorridendo alla vita e non incazzandomi più con il mondo.


Il 31 maggio dell’anno scorso, invece, casualmente, quasi a voler celebrare l’anniversario di fine chemio, dall’autobus dell’Astana, il mio eroe, con il suo compagno Levi, mi ha inviato un video con cui mi dedicava la crono di Roma (ultima tappa del Giro del centenario) e mi augurava il meglio per la mia salute.
Con quel suo inglese-texano, di non troppo facile comprensione per me, così concludeva il suo messaggio “So ...we are thinking of you, racing for you today here in Rome. Hoping for the best and hoping you are totally cured and healed and go on to live a perfectly normal & strong life.".

Foto By Reuters/Stefano Rellandini


Un’emozione fortissima, che si ripete ogni volta che guardo quel video, di cui ho provveduto a fare un sacco di copie per paura di perderlo o di danneggiarlo.
Lui inconsapevole guida ed ispirazione nella mia personale battaglia contro il cancro;
lui che sta in un quadro sopra al mio letto (tipo santino);
lui sette volte vincitore al Tour de France;
lui sopravvissuto al cancro;
lui uomo amato o odiato di fama mondiale.
Lui ha trovato tre minuti della sua frenetica vita per mandare un messaggio di speranza A ME.
Thanks Lance.

mercoledì 26 maggio 2010

Crick

Devo segnare anche questo giorno sul calendario. Penso che stamattina nel dormiveglia mi sia venuto un crampo al polpaccio. Credo, non so. Non lo so riconoscere. Mai avuto un crampo in vita mia: il cancro sì... ma il crampo no!

mercoledì 19 maggio 2010

May and Giro

Maggio è uno dei miei mesi preferiti. Non so perché. Forse perché ci sono nata in maggio. Forse perché è il mese del Giro d’Italia, della fienagione e dell’allergia, dei maggiolini (ma dove sono finiti?) che mi riportano indietro al ricordo di mio nonno, quando si faceva il fieno, si andava a prendere il gelato al circolo, e poi si guardava l’arrivo della tappa al Giro combattuta tra Saronni e Moser. Noi, plagiati dal nonno, tifavamo per Saronni.
Di questi ricordi riesco ancora a sentirne il profumo. Ecco. “Profumo di giro d’Italia” che solo l’aria tiepida di maggio riesce a farmi sentire.
E mi chiedo se la mia passione per il ciclismo, inconsapevolmente, sia iniziata proprio allora, per svilupparsi, però, solo molti anni più tardi.

giovedì 13 maggio 2010

Dreaming in the night 3

Mi capita raramente di sognare di essere ancora in ospedale.
Ma questa mattina presto ho sognato di essere là dentro. Stavo bene. Mi dimettevano. Tornavo a casa dove, in un locale adiacente, la mia famiglia aveva provveduto a preparare la mia camera ardente. L’ho vista dal di fuori, intravedevo un sacco di fiori bianchi. Mi sono incazzata con tutti.

Forse dovrei sospendere la lettura di “Per tutta la notte” di Philippe Forest. Credo non sia molto adatta a me.

sabato 8 maggio 2010

Running and thinking

Ho corso 4,2 km senza accorgermene.
Non sentivo fatica, non sentivo il fiatone.
La testa era come una lavatrice che stava centrifugando i miei pensieri: l’intervento per riparare ai danni si farà molto più presto di quanto immaginavo. Eppure ero preparata, no?
E intanto oggi è iniziato anche il Giro d’Italia.

lunedì 3 maggio 2010

Local Onco

Ho chiamato il MioSuperOnco.
Dopo scuse stupide e banali e dopo vari temporeggiamenti, mio malgrado, mi sono decisa e ho fissato l’appuntamento.
Il MioSuperOnco è chi ha preso in mano la mia devastante situazione quando il cancro si è fatto vedere, quando i giorni per me erano contati e c’erano pure di mezzo le festività natalizie.
Il MioSuperOnco è chi, quando dopo l’intervento nessuno sapeva quale cura era adatta a un cancro così raro, ha preso in mano la situazione un’altra volta.
Il MioSuperOnco è chi mi guiderà per riparare ai danni che il cancro ha fatto sul mio corpo.
Il MioSuperOnco è un normale medico di base specializzato in oncologia... ma è un Super Local Onco!

martedì 27 aprile 2010

Obituaries

La scrivania volge verso la finestra che da sulla piazza del paesello dove i pensionati ogni mattina si radunano e dove sono affissi i necrologi... Arriva il furgone delle pompe funebri e l’omino appende nuovi annunci. Brutte notizie. I pensionati si precipitano a leggere. Io sforzo la vista dalla mia postazione.
Le brutte notizie oggi arrivano inaspettatamente da lontano, ma non per questo fanno meno male.
Il cancro ha colpito ancora.
A me viene da vomitare...

lunedì 19 aprile 2010

Dear wind

Nella mia terra, incastonata tra le alpi, le variabili meteo sono solo due: pioggia o vento.
In queste condizioni, solo chi ha volontà e costanza riesce ad allenarsi come si deve. Io, purtroppo, non sono tra queste. Forse la volontà, ma la costanza assolutamente no.
Con la pioggia proprio non esiste. Di fronte al vento, invece, a volte esito a volte vado. Dipende da quanto soffia.
Il trucco è partire sempre con il vento contro, così o t’incazzi subito e torni a casa o insisti sperando di sfruttarlo nel ritorno, quando sei stanca e hai bisogno della sua spinta.
A volte però Eolo fa il simpatico e ti frega: quando giri tu gira anche lui (facendoti girare anche altre cose...) e allora un po’ lo detesti perché se vuoi tornare a casa devi faticare ancora di più.
Un altro trucco è quello di allenarsi in salita. Dicono che in salita il vento non si sente. Io non ho ancora capito perché. Forse perché pedalare in salita è più faticoso che pedalare contro vento? Mah?
Comunque, nella pausa pranzo di oggi sono riuscita a fare un giro di circa un’ora, e il vento, ovviamente, è stato tiranno.

giovedì 15 aprile 2010

Like a song

E’ da poco uscito l’ultimo album di Antonacci.
La canzone Vivi l’avventura esordisce con: ”E’ già una bella mattina il fatto di svegliarsi...”
Questo, più o meno, è il concetto che da quando mi sono ammalata mi ripeto ogni mattina, che mi permette di saltare fuori dal letto come una molla senza tante storie e di iniziare la giornata con il sorriso.

Qui il testo e la canzone http://blobmusica.myblog.it/archive/2010/04/14/testo-vivi-l-avventura-biagio-antonacci.html


...Goditi la vita, goditi la vita che hai
Non aver paura, non aver paura del poi
Vivi l'avventura, vivi l'avventura che hai
Mostrami chi sei, mostro che non sai dove vai...

lunedì 12 aprile 2010

"Fantastic" weekend

Un po’ per stare insieme soli senza nessuno intorno, un po’ per cacciare il senso di senilità che mi invade ultimamente, abbiamo deciso di trascorrere un weekend al mare. Noi due e le biciclette.
Partenza sabato mattina presto. Dormito niente, notte agitata da brutti pensieri per triste notizia rimbalzata da un blog all’altro.
Risveglio traumatico: raffreddore, tosse e mal di gola.
Bene.
Decido che dobbiamo andare lo stesso, ma lungo la strada che ci separa dal mare mi sento sempre peggio e sogno di approdare in tempi brevi sul letto del bed and breakfast che abbiamo prenotato, ma la stanza è libera solo dalle 15. Mi mancano le forze e le ore perse di sonno nella notte non aiutano di certo. Non mi rimane che appisolarmi su una panchina del lungomare, tipo barbona. Finalmente la camera è libera e sprofondo in un sonno da “bella addormentata” fino all’ora di cena, mentre lui si diverte per i sentieri. Che invidia! La domenica va un po’ meglio, ma non ho le forze sufficienti per pedalare, quindi mi limito a passeggiare per la cittadina... e poi ritorniamo a casa.
Niente bici, niente sprint ritrovato.
Peccato.
Alla prossima.

martedì 6 aprile 2010

I'm an old girl

Più che il giorno di Pasqua sembrava il giorno di Natale. Nella casa di famiglia, con il camino e le stufe accese e fuori acqua mista a neve. Mancava solo l’alberello.
Sono passati i tempi in cui trascorrevo questi giorni di vacanza all’avventura, con la tenda e la bici a riscoprire luoghi dell’Italia nascosti. E anche i tempi in cui si organizzavano le grigliate con gli amici.
Già, altri tempi. Ma questa volta non è colpa del cancro. E’ solo che sto invecchiando. Credo.
Ho passato due giorni di vacanza davanti al camino a leggere appassionatamente “Ritratto di Signora”, a farmi “maltrattare” dalla mia nipotina, a guardare in TV la tenacia del mio eroe al Giro delle Fiandre conquistato da “Spartacus” Cancellara.
Il problema è che questa specie di vacanza mi è piaciuta.
Devo preoccuparmi?
Sono una vecchia ragazza. Mammamia.

lunedì 29 marzo 2010

Goodbye pizza

So di essere paranoica salendo tutte le mattine sulla bilancia, ma è più forte di me.
I farmaci, le abbuffate durante la chemio (non appena mi passava la nausea), lo stop forzato dalla bici, mi hanno “regalato” circa 15kg concentrati soprattutto sull’addome.
Mi sono impegnata riprendendo gli allenamenti non appena mi sono tornate le forze, sono andata dal dietologo che insieme alla dietista hanno valutato che la mia alimentazione andava bene e che ci volevano solo degli accorgimenti, che era una questione di tempo, magari di anni. Ho perso circa 6 kg e poi... basta. Situazione bloccata, nonostante continuo a mangiare come si deve e a macinare chilometri con la bici da corsa. Ok, che succede?
La mia paranoia, oggi, mi ha portato in erboristeria a fare il test sulle intolleranze alimentari. Bene, è emerso che sono intollerante a poche cose. Sì, ma tra quelle cose c’è anche il lievito. Il lievito mi fa lievitare.
Sarà attendibile quel test? Incrementiamo la paranoia e goodbye pizza, pane, focaccia, biscotti...

giovedì 25 marzo 2010

Grazie pioggia!

Ha piovuto incessantemente per tutta la notte. E anche per tutta la mattinata. Perfetto. Giornata ideale per andare dal mio medico di famiglia e mostrare tutto il resoconto degli ultimi controlli fatti.
Il mio medico è molto gettonato, disponibile, preparato, pignolo (troppo). E sfortunatamente fa parte anche lui della cancro community. Ogni volta che ci devo andare è un’attesa di circa un’ora e mezza o due, per quanta gente c’è, per quanto tempo lui dedica ad ognuno.
Considerate le mie assidue frequentazioni del suo ambulatorio negli ultimi tempi, ho elaborato una sorta di statistica dalla quale è emerso che, quando piove (soprattutto forte), l’ambulatorio è semi deserto: la gente davanti alla pioggia evita di uscire per andare dal medico. Perché? Perché molti ci vanno anche se non ne hanno realmente bisogno, solo per scambiare chiacchiere... Questa è la mia conclusione.
Comunque, ho parcheggiato la macchina, corso sotto la pioggia senza ombrello (perché se no me lo rubano, come già successo due o tre volte) e, varcata la porta, la sala d’aspetto era vuota.
Nessuno. Wow, che culo!
Grazie pioggia!

domenica 21 marzo 2010

Smile, smile, smile

Ieri, in un certo momento della giornata, il mio umore non era proprio dei migliori. E per evitare di farne scendere maggiormente il livello, ho dovuto inventarmi qualcosa...
Idea, idea. Perché non rispolvero le mie vecchie nike e vado a correre?
Correre? Da quanto tempo non corro? Sicuramente da più di due anni, cioè da quando mi sono ammalata, ma forse anche di più.
Ci riuscirò? E soprattutto, il mio corpo un po’ invalidato dal cancro me lo permetterà? La posizione in bicicletta è un conto, ma correre è diverso...
Ok. Convinta. Posso farcela. Musica sparata nelle orecchie e via e, udite udite, ho corso ininterrottamente per 3km.
Wow! Che soddisfazione, e che impennata per il mio umore.
Certo, stamattina sembrava mi fosse passato sopra un treno e i movimenti sono un po’ limitati, però... smile, smile, smile!
Benvenuta primavera. Ma dove sei?

sabato 20 marzo 2010

Milano-Sanremo

Avevo già il biglietto del treno in tasca. Avrei dovuto alzarmi all’alba, anzi molto prima, per poter essere alle 8 in Piazza Castello a Milano alla partenza della Milano-Sanremo.
Ero felice all’idea di poter incrociare, ancora una volta, lo sguardo del mio eroe. E invece sono rimasta a casa.
Il mio eroe è stato bloccato da una gastroenterite...
E io la Milano-Sanremo la guarderò tra poco in televisione.

giovedì 11 marzo 2010

Hug

Un fortissimo abbraccio.

"Sei un’amica. Vieni presto a trovarmi in America”.

mercoledì 24 febbraio 2010

Finally Out

Finalmente le strade sono asciutte.
Pausa pranzo dedicata ad un giro fuori con la bici da corsa.
Temperatura ottima, gambe buone e ... fiatone sulle salitelle.
Basta poco perché il mio umore migliori.

giovedì 4 febbraio 2010

What's your name?

Che il cancro mi avesse cambiata oltre che interiormente anche fisicamente lo avevo notato da me già da tempo. Capelli con boccoli da bambola e qualche chilo (troppi) in più rispetto a prima, certo fanno un po’ di differenza ma non pensavo potessero rendermi irriconoscibile anche a chi, più o meno, rientra nella sfera dei miei conoscenti.
E così mi sono trovata a parlare per lavoro, per una buona mezz’ora, con un mio ex compagno di scuola, nonché compaesano, dando per scontato il rapporto di conoscenza che ci univa.
E’ stato imbarazzante, più per lui che per me, quando alla fine della nostra conversazione, molto gentilmente, mi ha chiesto “Scusa, ma tu come ti chiami?”.

giovedì 28 gennaio 2010

Dreaming in the night 1

Passavi davanti alla mia casa. Ti stavi allenando in bici “dietro macchina” e alla guida c’era il tuo ds... Nonostante ciò ti sei fermato davanti al mio cancello e ci siamo fatti una foto in cui ci tenevamo a braccetto. Poi sei ripartito subito. E la foto è uscita un po’ sbiadita.

Un altro sogno improbabile. Ma al risveglio la giornata è incominciata subito bene.

mercoledì 20 gennaio 2010

No skating

L’idea era quella di trascorrere (dopo circa 15 anni) una serata a pattinare sul ghiaccio, ed era un po’ che ce l’avevamo in mente. Tutto pronto, sciarpa, guanti, berretto e via. Trenta km di macchina per raggiungere la pista in una località montana che “dovrebbe” essere turistica. Seeeeeeeeeee turistica! La pista era sì bella, ma bella chiusa! Tutto spento, non una luce... Non un locale aperto, nessuno per la strada, solo mucchi di neve e una volpe infreddolita e nemmeno troppo magra.
Delusione. (Non per la volpe, fa sempre piacere vedere questi animali).
Cambio di programma e la serata è stata ugualmente piacevole.

domenica 10 gennaio 2010

Ok

Riuscita. Pedalato sui rulli... e ora inizia la parte della giornata con Myman.

sabato 9 gennaio 2010

Listlessness

Non riesco ad allenarmi. Sono svogliata e non ho l’ispirazione a salire sulla bici e pedalare. E dire che tempo fa, internata nella camera dell’ospedale, avrei pagato per riuscire ad avere la forza di fare girare un po’ le gambe. Ora che ho recuperato bene, invece, niente.
Fuori piove e poco più sopra nevica, ma il mio non è un problema di meteo, è proprio “lazzaronite”. Sono fornita di ottimi rulli, la bici è già posizionata lì sopra, basterebbe indossare i pantaloncini e lasciarsi andare al movimento rotondo...