Maggio è il mio mese preferito anche per altre ragioni:

il 30 maggio di due anni fa, alle ore 22.45 (sì, sì 22.45!) stremata in un letto del reparto di oncologia, la pompa collegata alla bomba che goccia dopo goccia, attraverso il picc, entrava in me, ha cominciato ad emettere quel suono che tanto detestavo, e che tanto detesto al solo pensiero. Bip, bip, bip...
Quella volta però la pompa segnalava la fine. Come la campana suona per indicare l’ultimo giro della gara, la pompa suonava per dirmi che avevo raggiunto il mio traguardo: l’ultima chemio era terminata. Il tormento era finalmente finito. Quel giorno le ultime forze le ho usate per sorridere all’infermiera di turno, che oggi non ricordo chi fosse. Peccato.
Per scaramanzia e per mancanza di energia ho rimandato i festeggiamenti, talmente rimandati che dopo due anni non ho ancora festeggiato. Non ne ho sentito più il bisogno, dopotutto festeggio ogni giorno sorridendo alla vita e non incazzandomi più con il mondo.
Il 31 maggio dell’anno scorso, invece, casualmente, quasi a voler celebrare l’anniversario di fine chemio, dall’autobus dell’Astana, il mio eroe, con il suo compagno Levi, mi ha inviato un video con cui mi dedicava la crono di Roma (ultima tappa del Giro del centenario) e mi augurava il meglio per la mia salute.
Con quel suo inglese-texano, di non troppo facile comprensione per me, così concludeva il suo messaggio “
So ...we are thinking of you, racing for you today here in Rome. Hoping for the best and hoping you are totally cured and healed and go on to live a perfectly normal & strong life.
".
Foto By Reuters/Stefano RellandiniUn’emozione fortissima, che si ripete ogni volta che guardo quel video, di cui ho provveduto a fare un sacco di copie per paura di perderlo o di danneggiarlo.
Lui inconsapevole guida ed ispirazione nella mia personale battaglia contro il cancro;
lui che sta in un quadro sopra al mio letto (tipo santino);
lui sette volte vincitore al Tour de France;
lui sopravvissuto al cancro;
lui uomo amato o odiato di fama mondiale.
Lui ha trovato tre minuti della sua frenetica vita per mandare un messaggio di speranza A ME.
Thanks Lance.