La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

sabato 17 dicembre 2011

Spiderman

Il fatto è che qui, nel mio blog, mi sono sempre sentita l’uomo ragno.
In modo anonimo, dopo il morso del cancro, ho cercato con semplici parole di trasformare quella che è una devastante esperienza in qualcosa di positivo. Riuscendoci o meno, non lo so.
Oggi però l’identità segreta dell’uomo ragno è stata scoperta. La mia Mary Jane mi ha trovata e mi legge.
Ora la mia Mary Jane (che non ha i capelli rossi, anzi non ha proprio i capelli e ogni tanto ha anche la barba!) condivide con me il segreto.
Ok MJ, fai pure. Sappi che qui, però, anche se sei uno stramaledetto figo, ti chiamerai Mary Jane o MJ.  
E questa canzone che, come ben sai, da tempo è  la suoneria del mio telefono, è tutta per te.

“In the confusion and the aftermath,
You are my signal fire.
The only resolution and the only joy,
Is the faint spark of forgiveness in your eyes”


martedì 6 dicembre 2011

4 years later

Con disinvoltura (falsa), oggi, nel giorno del mio quarto cancerversary, ho varcato l’ingresso dell’ospedale e ho cominciato il mio tour di controlli.
Reparto diverso, ma pur sempre medesimo ospedale, medesimo parcheggio, medesimo bar della colazione… e il rewind a questo giorno di quattro anni fa è stato comunque inevitabile.
Eppure, presentarmi per il prelievo questa mattina, è stata una mia iniziativa. Non so perché, ma volevo farlo proprio oggi.
Autolesionismo o necessità di svincolarmi, una volta per tutte, da una giornata che mi ha stravolto l’esistenza?

lunedì 28 novembre 2011

Transformer

Sai benissimo che i primi dieci minuti sono i peggiori. Fa freddo e la tentazione di tornare indietro è forte.
Là fuori ti ha spinto il malessere mentale, ancora una volta sei in ostaggio dei tuoi pensieri.
Freddo.
Resisti.
La pedalata si fa man mano rotonda, le gambe girano in perfetta armonia con il vento tra i capelli.
Azzardi una salita… e poi un’altra…
Armonia.
Pace.
Discesa. Discesa veloce. Troppo veloce…
Adrenalina.
Ritorni a casa.
Il malessere è rimasto là fuori da qualche parte.
Sei leggera.
Allunghi i muscoli. La parte danneggiata dal cancro si lamenta un po’, le gambe chiedono pietà. Tutto regolare.
Endorfine.
Ti rifletti nello specchio, sei lì nel tuo completo invernale giallo. Il tuo preferito che finalmente sei riuscita a reinfilarti dopo anni.
Gli occhi brillano al centro della tua faccia paonazza.
Hai paura solo a pensarlo. Sì, una fottutissima paura!
Ma non riesci a trattenerti dall’esclamare:
“Cazzo, come mi sento bene!”

venerdì 25 novembre 2011

One step up

Io di programmi a medio/lungo termine non ne ho più fatti.
Però oggi iniziava la prevendita e … p r e s o ! !
E chi se ne frega se prima di allora so già che dovrò fare un altro interventuccio...

venerdì 11 novembre 2011

The Island

Il primo pensiero che ho avuto guardandomi intorno nel momento in cui sono sbarcata sull’isola è stato che io in quel posto non c’entravo proprio un cazzo. (E in effetti è così!!). Da subito ho avuto, quindi, un calo di umore: ero troppo fuori luogo!
Poi l’indomani abbiamo montato le bici, e via per un primo giro di “esplorazione”:
  • vento. Tanto vento (ma a questo ci sono abituata) con la differenza che lì era caldo e non gelido come da ‘ste parti;
  • non una strada in piano. Salita, discesa, salita, discesa… avanti così per poter visitare le località sulla costa;
  • traffico abbestia. Troppe macchine, troppi pullman. Le strade non sono tanto larghe e sono piene di curve, gli automobilisti non sono abituati a convivere con i ciclisti, e quindi sono molto più prudenti, nel senso che se proprio non avevano libera la corsia del sorpasso ci stavano dietro, così a me sembrava sempre di avere l’ammiraglia…
La bici, le cene sul terrazzo in pantaloncini e canottiera (che qui neanche per ferragosto) con vista oceano e vista vulcano, mi hanno risollevato il morale ed ho incominciato ad apprezzare quel luogo così distante e diverso da me. In fondo potevo resistere.
E poi Lui. Wow! Il motivo per cui ero lì…
Il vulcano è spettacolare. Bello, bello, bello!
Salirci in bici non è stato faticosissimo, ma è comunque una grande soddisfazione. La salita è abbastanza lunga, ma molto costante e con pendenza inferiore rispetto a quelle a cui sono abituata. Il fatto è che sono viziata e, non avendo voglia di soffrire troppo, ho sempre utilizzato un rapporto molto, molto, agile. Diciamocelo, avrei potuto applicarmi di più e metterci molto di meno… ma son svogliata!
La velocità da lumaca mi ha permesso, però, di guardarmi intorno meglio e memorizzare così ogni dettaglio di quel fantastico paesaggio. La vegetazione cambia rapidamente, non potrebbe essere diversamente considerato che si parte dal livello del mare per arrivare a circa 2000mt di altezza. Si passa dalle piantagioni di banane alle foreste di pini (che pini strani!) che poi spariscono e lasciano spazio all’enorme distesa di rocce nere laviche.
Il paesaggio è veramente affascinante, da perderci il fiato.
Per il resto, che dire? Non sono un tipo da spiaggia, non sono un tipo da mare.
Secondo voi, ho pucciato almeno i piedi nell’oceano?
Secondo voi, quali sono le parti del mio corpo più abbronzate?
;-P

martedì 8 novembre 2011

Non mi aspetta

Sono stata via dall’Italia per soli otto giorni.
Al ritorno, ho ritrovato le mie montagne diverse, dipinte di colori autunnali e con le cime coperte di neve.
Ho ritrovato i torrenti ingrossati e rumorosi. E pioggia, tanta pioggia.
La natura si muove e non mi aspetta.

venerdì 28 ottobre 2011

Time to travel

A breve si parte. Ma come cavolo mi è venuta l’idea di andare su un’isola… con tutto quel mare intorno?!?
Ah, sì, è stato quando mi sono risvegliata senza un pezzo di me e senza sarcoma: ho esclamato “adesso vado a farmi un viaggio su un’isola!”.
Io sono di parola e, anche se è passato qualche anno, adesso ci vado.
Ma c’è qualcuno che mi spiega giusto, giusto, un paio di nozioni teoriche di come si fa a nuotare?


lunedì 17 ottobre 2011


Un tocco in più per pedalare.
Tanto per ribadire il concetto...


martedì 4 ottobre 2011


Una di noi ha perso la sua personale battaglia.
Lui ha vinto ancora una volta. E fa tanto, tanto, tanto male…
Ciao Anna Lisa.

venerdì 30 settembre 2011

Prenotazioni

Rimando e rimando... Dovrei andare dal mio medico perché dovrei andare a prenotare la tac. E invece ho prenotato un volo perché voglio andare qui, e ci voglio andare con la bici.
La prossima settimana prenoterò anche la tac. Giuro!

mercoledì 21 settembre 2011

Dolcemente, lassù

I pizzoccheri son sempre i pizzoccheri, eh già! E il chilozzo che mi sono portata a casa dopo i tre giorni trascorsi a Livigno lo dimostra. Pazienza, in compenso ho lasciato là i pensieri… almeno credo.
Il paesaggio e i sentieri meritano, ma onestamente non ho pedalato granché.
I miei giri si sono limitati a una ventina di km ciascuno: pedalavo per un po’, trovavo un bel praticello, posavo la bici… e mi distendevo perdendomi a osservare le nuvole fino ad addormentarmi per un paio di ore...
Insomma, una vitaccia, eh?

mercoledì 14 settembre 2011

Opsss...

Sono in ostaggio dei miei pensieri!
E perciò, per riprendermi, me ne vado qualche giorno in un posto bellissimo a girare con la bici.
Bye!

domenica 4 settembre 2011

Lake, rain and thoughts

Ci risiamo, miseriaccia! Sono di nuovo in conflitto con la bici. Non ho più pedalato dall’esperienza raccontata nel post precedente se non per andare qualche volta al lavoro. Ma perché mi capita questo?
Da venti giorni mi accompagna una brutta tosse, sono un po’ stanca e ho disordinati pensieri nella testa che mi stancano ancora di più.
Ieri sono andata al lago a fare una passeggiata con la spossatezza tipica di questi momenti. Incurante dei turisti e di un cigno solitario, mi sono sdraiata su una panchina. Ci avrei dormito per ore su quella panca se solo non avesse cominciato a piovere. Ho dovuto andarmene. Senza troppa voglia, senza troppa fretta, a passo lento, facendomi scivolare sulla faccia quella pioggerella, quasi a voler lavare via i pensieri.
E oggi? Indovinate un po’ quanto bene ha fatto quella pioggia alla mia tosse? E ai pensieri?
Sono irrecuperabile.

martedì 2 agosto 2011

Hello August

Me ne vado. Vado via per un po’.
Il tempo di finire dei lavori e mi proietterò in altro luogo, lontano da tutto. Silenzio ed esercizio fisco.
Rincorro la mia vacanza attiva: riposo mentale e “sfiancamento del corpo”, alla ri-conquista di una delle più alte quote pedalabili delle alpi.
Così dev’essere, così voglio illudermi che sia. Com’era una volta, anche se non lo sarà. 
Forse sarà meglio.

domenica 17 luglio 2011

Rainy Sunday

Un altro weekend piovoso. Non ha smesso un attimo, più che luglio sembra il periodo delle castagne. E’ una domenica da inventare per resistere alla malinconia, ai brutti pensieri.
Come mi distruggono di testa le giornate come questa.
Cosa fare con un tempo da lupi così? Rulli…
1h e 23’ sui rulli a ritmo di musica, senza criterio. Da pazzi.
E non mi sento né meglio né peggio.


lunedì 11 luglio 2011

mercoledì 6 luglio 2011

Perfect Balance

Non ammessa all’esame orale. Così disse la Corte d’Appello.
Promossa all’ultimo tour di controlli. Così disse l’oncologa.
Un perfetto equilibrio.

Neanche troppo dispiaciuta per l’ennesima segata (ormai sono abituata e comunque meglio subito che dopo una lunga interrogazione davanti alla commissione), quasi euforica per i risultati clinici, mi godo l’estate che incalza.
Già, perché l’ultima estate vissuta veramente risale al 2007 e le successive tre mi sono scivolate via senza accorgermene. Prima perché dovevo curarmi, poi perché dovevo studiare, poi perché c’era l’intervento e perchè dovevo ristudiare…
Ma quest’anno no. Ogni weekend sarà dedicato al puro cazzeggio. Non voglio vedere circolare nessun tomo di diritto. No, niente di niente. Quest’estate, le uniche parole d’ordine saranno bici e montagna.

lunedì 27 giugno 2011

Where were we?

Eravamo rimasti che:
 
  • avevo un progetto in mente per maggio. Ebbene, al progetto ci ho rinunciato. Per una volta ha prevalso il buonsenso, che alla fine è sempre la cosa migliore, no? Però sono dispiaciuta perché era una giornata storica e avrei voluto partecipare diversamente, più attivamente di quanto ho fatto. Ormai è andata, e io devo imparare che la rinuncia non è sempre da sfigato.
  • avevo problemi in discesa con la bici da corsa. Dunque, ho sostituito il manubrio con il manubrio dritto. Esteticamente fa proprio cagare e un po’ mi vergogno, ma in discesa adesso vado come un treno, senza paura. Quindi posso cominciare a fare belle salite senza dovermi preoccupare della discesa…
 
Da quando partecipo al metablog oltreilcancro, le visite qui sono notevolmente incrementate. Voglio ringraziare
tutti quelli che ne fanno parte per avermi coinvolto in questa bella iniziativa.

venerdì 17 giugno 2011

17

Dopo anni che si frequentano gli ospedali, che ci si sottopone al solito iter di prenotazione-accettazione-esecuzione-ritiro nei soliti reparti, è normale ingegnarsi un po’ per cercare di perdere meno tempo possibile in coda agli sportelli.
In barba alla superstizione, stamattina, sono andata all’ospedale e, udite udite, ho fatto il prelievo del sangue, rx al torace e colazione seduta al bar, in meno di 50 minuti. Da record. Il tutto senza prenotazione. Addirittura mi hanno chiesto se volevo subito il referto delle lastre. Incredibile.
Il venerdì 17 è quindi un giorno strategico se dovete fare esami e siete di fretta. Ah, altro giorno consigliatissimo è quando nevica: ospedale deserto, ancora meglio di venerdì 17.

martedì 14 giugno 2011

Da oggi mi trovate anche qui!
E' importante, eh!!!
Grazie a tutti!

lunedì 30 maggio 2011

Black Bandana

Il giorno dell’ultima chemio è una data che si ricorda più del giorno dell’ultimo esame all’università. O almeno così è per me.
Quale modo migliore per celebrare, se non una bella sgambata in bici?
Per l’occasione, sotto il casco ho indossato quel bandana nero che alternavo ad altri colorati per coprire la crapa pelata, ma tanto odiato da chi mi stava intorno perché mi faceva sembrare un boia.
Da oggi, quello è il suo nuovo posto: sotto il casco ad assorbire sudore.
Un nuovo utilizzo, una nuova possibilità anche per il bandana nero, una nuova vita anche per lui.
Con me, sulla mia bici.

sabato 21 maggio 2011

Birthday

Quando sarò vecchio punto e basta la vita che finisce mostrerà il suo culo…
… darò del cretino a chi mi pare,
dirò che tutti i libri non servono a niente
e che mille secoli di storia non valgono un secondo vissuto veramente,
con chi ha combattuto per restare vivo,
con chi mi ha aiutato mentre mi arrangiavo
,
con chi mi ha insegnato qualche cosa che risplende dentro di me.

venerdì 13 maggio 2011

Wind of change

I chilometri percorsi in bici fino ad oggi sono scarsissimi, così vedo pian piano scivolare via quello che era il mio progetto per maggio, anche se non è detta ancora l’ultima parola.
Nell’ultima settimana un virus intestinale mi ha bloccato da ogni attività fisica, riportandomi a quello che era il mio sport “preferito” nel maggio del 2008: vomitare guardando il giro d’Italia. Mettiamola così, forse ho perso un chilo stando immobile sul divano...
Tornando alla bici, per quel poco che ho fatto fino ad ora, posso dire che i problemi maggiori, nonostante il peso da cinghialotto, non sono in salita. No. I problemi sono in discesa con la bici da corsa. Non riesco a stare in posizione, non riesco a tirare le leve dei freni, sento dolori alla schiena, braccia e mani. Così non ho il controllo del mezzo e mi viene paura.
Si è pensato di risolvere il problema sostituendo il manubrio con un manubrio diritto. A dir la verità, a me quest’idea non è che piaccia molto, anzi non mi entusiasma per niente, un manubrio diritto sulla bici da corsa mi sa tanto di sfigato. Comunque, prossimamente proverò la mia bici in nuova versione e vi farò sapere.

Ecco, lo so, sarà pure una stronzata questa qua del manubrio, ma intanto è un altro esempio di come il cancro ci cambia anche le abitudini più banali.

venerdì 6 maggio 2011

Ero in mezzo a migliaia di persone e avevo gli occhi aperti, ma per un attimo non ho udito e visto nulla.
Il pensiero è andato a lui, al maledetto che voleva rubarmi la vita. Poi il cuore ha preso a battere forte, Tum, tum,… tum, tum… e io ho cominciato a cantare a squarciagola per tutta la notte.

giovedì 28 aprile 2011

"The Boss"

Sembra ieri, eppure è passato un sacco di tempo e quell’esperienza è ancora ben impressa nella memoria in ogni particolare. Avevo 16 anni (non riesco a capire, tuttora, come mai i miei genitori mi hanno permesso un’avventura del genere… mah?). Viaggio massacrante in treno fino a Verona, nemmeno il tempo di visitare la città perché dovevamo piazzarci subito davanti ai cancelli del Bentegodi.
Un Bruce indimenticabile, da far battere il cuore.



Credo che dopo tutto questo tempo anche la città di Verona si meriti una visita come si deve, diciamo che ho un conto aperto con lei da allora… però ‘sta volta ci andrò in macchina.

giovedì 21 aprile 2011

43km pianeggianti con i miei pensieri contro il vento.
Ho appena visto un cervo allontanarsi nel bosco.
Life is wonderful.

lunedì 18 aprile 2011

Up hill

Per timore di sentirmi dire ancora no, questa volta al doctor non ho chiesto niente. E un “ci rivediamo tra tre mesi“ io l’ho interpretato come un si può pedalare.
Dopo circa due mesi, un altro ritorno in sella. Ormai alterno periodi di completa inattività a periodi di momentanea esaltazione ciclistica.
Come sempre, da un estremo all’altro.
L’uscita l’ho fatta in solitaria con la bdc e dopo poco più di una ventina di km pianeggianti, durante i quali le sensazioni erano abbastanza buone, mi è venuta la malsana idea di fare la salita che usavo un tempo per allenarmi. Mai più fatta da prima della malattia con la bdc, fatta l’anno scorso qualche volta in mtb, ma è un’altra cosa.
La salita è breve, poco più di due km, sufficienti per farmi capire che realizzare il progetto di maggio non sarà facile.
A metà salita, ho avvertito, non proprio dei giramenti di testa, ma quelle sensazioni strane che si provano quando l’effetto della preanestesia comincia a farsi sentire. Mi veniva anche un po’ da ridere e mi sembrava che le ruote non toccassero terra. Percezioni mai provate in bici. Ho dovuto fermarmi un attimo… (Lo so, direte che devo bere meno...) e poi sono ripartita, ho scollinato e… tragedia, in discesa, con il cambio di posizione, tutti i dolori dovuti all’intervento si sono fatti sentire. Per di più, un insetto kamikaze, non so di quale specie, ha deciso di suicidarsi sulla mia guancia, non prima però di essere riuscito a pungermi. Non sono nemmeno troppo sicura che sia morto, certo è che la puntura si sta allargando e per evitare di ritrovarmi come quest’estate devo ricorrere alla cremina magica!

giovedì 14 aprile 2011

Too late or too early

Da paziente diligente quale sono, nel primo pomeriggio, sono andata a prenotare un esame che dovrei fare prima del prossimo controllo di fine giugno. Premetto che è un esame che faccio tutti gli anni, e che l’anno scorso mi sono presa un cazziatone dalla donnina della prenotazione (che poi è la stessa che c’era oggi) perché ero troppo in ritardo per pretendere la prestazione a breve termine.
Questa volta mi sono presentata con ben due mesi e mezzo di anticipo e la donnina mi ha detto che non lo può prenotare perché non ha ancora l’agenda di giugno. Ma mi prendi per il culo? L’unico giorno disponibile che mi ha proposto è in maggio e guarda caso proprio il giorno in cui dovrei realizzare il mio progetto. Scordatelo donnina, ho già un impegno e poi è troppo presto, non posso presentarmi dall’onco con un referto di un esame vecchio di oltre un mese! La donnina ha quindi fatto una fotocopia dell’impegnativa, preso nota della data del mio controllo e ha detto che mi telefonerà… Vedremo.
E domani mi tocca il controllo-medicazione, sperando di ottenere anche il via libera per pedalare.

giovedì 7 aprile 2011

April

Un aprile così caldo da queste parti? Inusuale. Dicono che l’ultima volta risalga a circa sessant’anni fa.
Di solito aprile ci regala ancora qualche strascico di nevicata, ma quest’anno no!!! Figurati, mi pare giusto. Sembra fatto apposta per alterare ancor di più la mia irrequieta attesa.
E più passano i giorni e più vedo svanire il mio progetto per maggio.

mercoledì 30 marzo 2011

Patience is a virtue

La settimana è passata. Bella carica, oggi mi sono presentata per la medicazione. Tolti tutti i cerotti, tolti i punti. “Hey doctor, adesso posso fare un bagno come si deve?” “No, il bagno no, al massimo una doccia veloce veloce”. “Hey doctor, posso incominciare a fare sport?” “Mmmm, quale sport?” “Ciclismo” “No, quello è uno sport di fatica. Non ancora”.
Io ho sorriso, in realtà avrei voluto alzare il dito medio e urlargli: Hey doctor, voglio ricordarti che sono tre settimane che mi lavo come si lavavano i miei bisnonni. Sono tre settimane che non guido la macchina e non metto le lenti a contatto (in realtà le potrei mettere benissimo ma per solidarietà con tutto il resto evito). Senti, io devo cominciare a pedalare perché ho un progetto in mente per maggio ma se andiamo avanti così...

“Bene, allora ci rivediamo tra 20 giorni.”
20 giorni?!?!


giovedì 24 marzo 2011

Bored

Il periodo del post intervento, oltre che un po’ doloroso, è soprattutto molto noioso. Le alternative non sono tante: leggere, guardare film, giocare al pc… e poi mangiare, mangiare… e mangiare non per fame ma per ammazzare il tempo. Un pieno gratuito di calorie ben oltre il fabbisogno giornaliero. Aiuto, non riesco più a trattenermi.
La realtà è che mi annoio.
Domenica pomeriggio sono uscita per la prima volta dopo l’operazione. Due passi, niente di che, ma l’affanno si è subito impossessato di me. Porca miseria!
Pur di non stare a casa, lunedì mattina ho avuto un attacco di demenza e sono andata a lavorare. Dopo pranzo avevo la febbre per la stanchezza e quindi ho dovuto ritirarmi muta e rassegnata.
Ieri sono andata a fare il controllo: “Hey doctor, li togliamo tutti questi cerotti?” “No, ancora no, la prossima settimana.”

Un’altra settimana?!?!

martedì 15 marzo 2011

Back home

Eccomi. Sono tornata.
Certo, ho conosciuto tempi migliori ma anche peggiori, quindi non mi lamento e vado avanti.
Fatta un’altra salita, posso riporre “il garibaldi” di questa ennesima tappa.
Tolti i bendaggi, appaiono fili neri intrecciati a delimitare nuove cicatrici. Quante sono? 3 o 4? Non ho il coraggio di guardare, ancora no.
Nuovo materiale è all’esame dei patologi...

Però, però, però...  ‘sta volta, dev’essere che nel Festival delle Cazzate del post anestesia ho smaronato tutti, ma proprio tutti, che volevo assolutamente mangiare un panino col salame, che alla fine me l’hanno fatto mangiare veramente. Ah, ah, ah! Fantasticoooo!

domenica 6 marzo 2011

Carnival...

Mi sono fatta coinvolgere nel carnevale. Con la malattia non avevo più partecipato, ma quest’anno me l’hanno proposto e non ho resistito. Ho rispolverato l’arte della carta pesta che una decina di anni fa un ragazzo siciliano mi aveva minuziosamente insegnato, ho rispolverato l’arte del cucito e ho creato per me e per altri. Un caldo sole, tanti colori, tanta musica e tanti bambini hanno reso la giornata splendida e mi hanno regalato la giusta carica per affrontare la salita di questa settimana… ohi, ohi, ormai ci siamo.

lunedì 28 febbraio 2011

...

Non ho più pedalato, non ho più corso. Mi sto di nuovo astenendo dall’attività fisica. Ieri, però, ho camminato in montagna per circa due ore e mezza tra salita e discesa. Non ho incontrato neanche un animale, peccato. Il sole non c’era, ma la mia faccia è comunque paonazza. Questa facilità con cui si abbronza la mia pelle chiara è un altro mistero inspiegabile del post chemio. (Mah?!? Non saranno mica le trasfusioni?!?).
Intanto la banda di specializzandi ha programmato e sta organizzando il mio prossimo intervento. Loro non vedono l’ora, io un po’ meno.

domenica 20 febbraio 2011

Da qui cominciano i ricordi…
Tre anni fa era solo l’inizio, chi poteva immaginare quanto fosse faticoso quel percorso? Ingenuità e anche un po’ di incoscienza mi hanno accompagnata per quei mesi.
E quando giunta alla metà credevo di scollinare e che da lì in poi sarebbe stato tutto in discesa ho dovuto ricredermi: il peggio doveva ancora cominciare.

Con questo estratto dal film “Non è mai troppo tardi” non potevano dare una rappresentazione migliore di quello che è stato per me. Con la differenza che io non riuscivo ad arrivare in bagno: ora che mi alzavo dal letto e mi tiravo dietro la pompa il “lancio” era già stato fatto. Per questo ero dotata di un fantastico catino posto su una sedia adiacente al mio letto.
Come dire… minimo sforzo, massimo risultato.
E troppe volte, anch’io come Jack, ho invidiato chi stava morendo d’infarto.

Va bene, ora la smetto, e con questi vomitevoli ricordi mi preparo a sopportare le visite di questa settimana.

venerdì 11 febbraio 2011

Thursday afternoon

Pomeriggio libero trascorso, in parte ad adempiere i doveri di zia, in parte pedalando…
Prima parte: parco giochi con la puffa
“Tu zia mi spingi forte sull’altalena. La nonna non vuole…”
“Lo so, beh, tu non dirlo alla mamma e soprattutto non dirlo alle nonne. Ti piace andare forte e allora la zia ti spinge forte, dai che ti diverti”.
“Sì… forte!”
Neanche il tempo di tornare a casa e “nonnaaaaaaaa, la zia è tutta matta e mi spinge forte sull’altalena!”
Seconda parte: uscita in bici
Pronta per l’uscita con la bdc, ma cavoli, il copertone davanti è sformato, ha una grossa palla (chissà perché a me è venuto subito in mente il sarcoma?!?!?) e se scoppia? No, no, no, meglio non rischiare.
Però un giro me lo voglio fare…
Cambio di bici, cambio di scarpe. E cambio di itinerario, perché in mtb chi ci ha voglia di farsi km in piano oltretutto con il vento?
Sai che smaronamento?
In mtb io faccio salita. Quale? Quella della montagna che è ancora esposta al sole, ovvio, no? Fa freddo.
Sì, bene, peccato che quella salita è al 18% .
Si può fare…
E l’ho fatta.
D'altronde la zia è tutta matta.


domenica 6 febbraio 2011

Sunny Days

E’ chiaro, non avrò mai un futuro nella corsa. Le ultime uscite sono state sofferenza e niente divertimento, solo dolori alle tibie (sono troppo pesante?!?) e nessun miglioramento né in velocità né in distanza. In pratica (e l’ho verificato) vado più forte camminando anziché correndo. Una schiappa.
Tuttavia questo fallimento podistico, se così si può chiamare, è servito a interrompere la disarmonia tra me e la bici. Al rientro della mia ultima corsetta, ero talmente incazzata che sono entrata nella loro stanza e ho cominciato a parlarci. Una pazza. E’ ora di finirla con le ostilità! Tu giù dal rullo! E a te, invece, gonfio le gomme… poi, il primo giorno utile, una delle due uscirà con me… E così è stato.
Sabato: Prima uscita del 2011. In solitaria e con la bici da corsa, dopo altri cinque mesi di stop. Fantastico. Motivazione a mille, buone sensazioni. Che bello! Nessun fastidio nella parte operata (peccato che a breve mi dovranno aprire un’altra volta :-(((( ). Stavo così bene che non avevo più voglia di rientrare. Che figata!
Domenica: Giro più impegnativo con alcune salitelle, sempre con la bici da corsa ma accompagnata dalla metà della mia anima di cui ho sfruttato perennemente la scia… Un po’ di fatica, ma tutto ok.

Le ostilità sono finite… Forse.

venerdì 4 febbraio 2011


martedì 25 gennaio 2011

New beginning

E' un buon inizio?



venerdì 21 gennaio 2011

Black moon

E’ un insieme di eventi che mi rende così scontenta o è il fatto di non sopportarmi in questo periodo che rende gli eventi insignificanti?
In un altro momento ci avrei fatto sopra una sonora risata, in questi giorni, invece, una stronzata mi disturba e mi rende irrispettosa nei confronti della seconda vita che mi è stata concessa.
Che stupida!
Sono delusa, eppure l’avevo già imparato nella vita precedente che non bisogna aspettarsi grandi cose dagli altri.
Così anche quello che era il mio modello professionale, colui che avrei voluto come maestro se il caso non avesse deciso per me, è vacillato. Che delusione.
E’ una stronzata, credetemi, però io ci sono rimasta male.

domenica 16 gennaio 2011

Il cuore colmo di tristezza, il groppo in gola, la nausea, incubi su incubi, brutti pensieri.
Un altro guerriero ha perso la sua battaglia.

Un'altra volta ha vinto lui. Fuck.
Ciao Lia.

domenica 9 gennaio 2011

Nostalgia

Nostalgia. Nostalgia per quei capelli. Nostalgia per quel tempo in cui ci spostavamo in luoghi un po’ meno freddi di questo, per esplorare nuove zone e poterci allenare.
Era gennaio 2007 e i miei unici pensieri erano: faccio la coda o faccio le trecce?