La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)
Visualizzazione post con etichetta ciclismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ciclismo. Mostra tutti i post

lunedì 14 luglio 2014

Tu sei lei

Correva l’anno 1999, 15 anni fa eh già, per uscire da una delle mie crisi storiche (di quelle potenti che ti fanno perdere fino a 7kg in un mese), con tutti i miei risparmi di studentessa universitaria, azzardavo l’acquisto della mia prima mtb “vera”.
Compagna di mille avventure, allenamenti,  gare, cadute, “attraversata delle alpi”, la risalita in sella dopo la malattia… sempre con lei, la mia preferita, forse un po’ antiquata ora, un po’ pesante, poco ammortizzata,  ma sempre la numero uno per me.
Negli anni ne sono susseguite delle altre che poi se ne sono andate, mentre lei è rimasta sempre con me.
Sempre… in tutti questi 15 anni di salite e di discese, di cadute e di rialzate.
… e mi hai salvato tante volte da qualche tipo di altra morte
… e mi regali un altro giorno in cui sembra tutto fermo…
 
Pensate pure quello che volete, non potete capire.
 

mercoledì 10 luglio 2013

Pigrizia

Sono tre mattine che punto la sveglia alle 6:13 con l’intento di uscire in bicicletta prima di andare al lavoro.
Sono tre mattine che al suono della sveglia mi parte una manata per spegnerla e mi volto dall’altra parte.
Buffonaaaaaaa!!!
 
Oggi ho rimediato e sono uscita nella pausa pranzo. Non so se l’impulso sia derivato da quattro chiacchiere che ho scambiato per caso stamattina con un settantenne.  Dopo essersi accertato del mio attuale stato di salute mi ha chiesto della bici… Forse l’ha visto dalla mia faccia, non so, ma subito mi ha consigliato di non farmi prendere dalla pigrizia…”se no non riparti più”.
Cazzo sono pigra, c’ha ragione! Il settantenne, ciclista di buon livello ai suoi tempi, va ascoltato!
 
Ho capito, la mia pigrizia risiede in quel massimo sette minuti che mi servono per prepararmi: pantaloncini, scarpette, lenti a contatto, coda, bandana e casco, guanti e occhiali... La mia mancanza di determinazione è in questa semplice operazione. Perché, diciamoci la verità, una volta fuori sto troppo bene e non ritornerei più!

venerdì 28 settembre 2012

Remind me

Da scrivere ne avrei, eh, e anche di cose belle, ma non ci riesco! Anzi, temo di non avere la volontà di farlo. E’ un momento così: un’alternanza tra adrenalina e “malmustaggine”, perché io una via di mezzo mai.


Settembre mi ha regalato un’esperienza fantastica, breve ma indimenticabile, un’altra bella lezione di vita da mettere in tasca per ricordarmi che la passione rende amica la sofferenza, che nulla si distrugge ma tutto si trasforma. 
Per una volta, nel mio piccolo mondo, sono riuscita con la mia passione a trasformare la sofferenza della mia malattia in qualcosa di positivo.
Ed è stato magico.
E devo ricordarmelo...sempre.

venerdì 13 maggio 2011

Wind of change

I chilometri percorsi in bici fino ad oggi sono scarsissimi, così vedo pian piano scivolare via quello che era il mio progetto per maggio, anche se non è detta ancora l’ultima parola.
Nell’ultima settimana un virus intestinale mi ha bloccato da ogni attività fisica, riportandomi a quello che era il mio sport “preferito” nel maggio del 2008: vomitare guardando il giro d’Italia. Mettiamola così, forse ho perso un chilo stando immobile sul divano...
Tornando alla bici, per quel poco che ho fatto fino ad ora, posso dire che i problemi maggiori, nonostante il peso da cinghialotto, non sono in salita. No. I problemi sono in discesa con la bici da corsa. Non riesco a stare in posizione, non riesco a tirare le leve dei freni, sento dolori alla schiena, braccia e mani. Così non ho il controllo del mezzo e mi viene paura.
Si è pensato di risolvere il problema sostituendo il manubrio con un manubrio diritto. A dir la verità, a me quest’idea non è che piaccia molto, anzi non mi entusiasma per niente, un manubrio diritto sulla bici da corsa mi sa tanto di sfigato. Comunque, prossimamente proverò la mia bici in nuova versione e vi farò sapere.

Ecco, lo so, sarà pure una stronzata questa qua del manubrio, ma intanto è un altro esempio di come il cancro ci cambia anche le abitudini più banali.

mercoledì 30 marzo 2011

Patience is a virtue

La settimana è passata. Bella carica, oggi mi sono presentata per la medicazione. Tolti tutti i cerotti, tolti i punti. “Hey doctor, adesso posso fare un bagno come si deve?” “No, il bagno no, al massimo una doccia veloce veloce”. “Hey doctor, posso incominciare a fare sport?” “Mmmm, quale sport?” “Ciclismo” “No, quello è uno sport di fatica. Non ancora”.
Io ho sorriso, in realtà avrei voluto alzare il dito medio e urlargli: Hey doctor, voglio ricordarti che sono tre settimane che mi lavo come si lavavano i miei bisnonni. Sono tre settimane che non guido la macchina e non metto le lenti a contatto (in realtà le potrei mettere benissimo ma per solidarietà con tutto il resto evito). Senti, io devo cominciare a pedalare perché ho un progetto in mente per maggio ma se andiamo avanti così...

“Bene, allora ci rivediamo tra 20 giorni.”
20 giorni?!?!


lunedì 28 febbraio 2011

...

Non ho più pedalato, non ho più corso. Mi sto di nuovo astenendo dall’attività fisica. Ieri, però, ho camminato in montagna per circa due ore e mezza tra salita e discesa. Non ho incontrato neanche un animale, peccato. Il sole non c’era, ma la mia faccia è comunque paonazza. Questa facilità con cui si abbronza la mia pelle chiara è un altro mistero inspiegabile del post chemio. (Mah?!? Non saranno mica le trasfusioni?!?).
Intanto la banda di specializzandi ha programmato e sta organizzando il mio prossimo intervento. Loro non vedono l’ora, io un po’ meno.

domenica 9 gennaio 2011

Nostalgia

Nostalgia. Nostalgia per quei capelli. Nostalgia per quel tempo in cui ci spostavamo in luoghi un po’ meno freddi di questo, per esplorare nuove zone e poterci allenare.
Era gennaio 2007 e i miei unici pensieri erano: faccio la coda o faccio le trecce?

venerdì 31 dicembre 2010

My numbers in 2010

3 sono i kg che ho perso;
2 sono i kg che ho preso;
3800 sono le pagine che ho studiato (per un cazzo, visto il risultato);
2 sono le notti che ho passato in ospedale;
18 sono i cm della mia cicatrice;
10 sono le medicazioni che mi hanno fatto;
4 sono gli esami di radiodiagnostica fatti;
… sono le visite che ho fatto (troppe per poterle conteggiare);
… sono i km percorsi in bici (pochi, non li scrivo perché mi vergogno);
1102 sono i minuti che ho pedalato sui rulli;
64 sono i km che ho corso;


Ah, 3… 3 sono gli anni che ho appena compiuto nella seconda vita.

domenica 28 novembre 2010

Way Back Home

Ho trascorso il fine settimana al mare. Pioveva… ovvio.
Vista la neve che cadeva sulla strada del ritorno, pensavo di tornare qui e trovarci minimo 30 centimetri. E invece niente.
Ok, niente neve da guardare scendere fuori dalla finestra. E allora guardo Danny che danza con la sua bici, Danny che con la sua danza mi lascia senza parole.

mercoledì 1 settembre 2010

Adieu

Più che altro io lo ricordo per gli occhiali e per la sua coda (la sua storia la trovate qui http://ciclismopst.blogspot.com/2010/08/bon-voyage-laurent.html) ma la notizia della sua morte mi ha fatto trascorrere una notte di sonno agitato. E’ sempre così quando si tratta di cancro, sia che riguardi un personaggio noto o non.
E a me non rimane che dire cancer sucks!

lunedì 21 giugno 2010

TdS



Vederti sorridere, a quasi 39 anni, sul secondo gradino del podio del Tour de Suisse mi ha fatto dimenticare la levataccia di questa mattina, i 250 km di autostrada, la stanchezza e le ore perse per gli esami e le visite del pre ricovero.
E poco importa se domenica scorsa, nonostante i miei intenti, non sono riuscita ad individuarti nel gruppone di ciclisti che mi sono sfrecciati davanti. Eravamo lì.

lunedì 31 maggio 2010

Celebrations

Maggio è il mio mese preferito anche per altre ragioni:

il 30 maggio di due anni fa, alle ore 22.45 (sì, sì 22.45!) stremata in un letto del reparto di oncologia, la pompa collegata alla bomba che goccia dopo goccia, attraverso il picc, entrava in me, ha cominciato ad emettere quel suono che tanto detestavo, e che tanto detesto al solo pensiero. Bip, bip, bip...
Quella volta però la pompa segnalava la fine. Come la campana suona per indicare l’ultimo giro della gara, la pompa suonava per dirmi che avevo raggiunto il mio traguardo: l’ultima chemio era terminata. Il tormento era finalmente finito. Quel giorno le ultime forze le ho usate per sorridere all’infermiera di turno, che oggi non ricordo chi fosse. Peccato.
Per scaramanzia e per mancanza di energia ho rimandato i festeggiamenti, talmente rimandati che dopo due anni non ho ancora festeggiato. Non ne ho sentito più il bisogno, dopotutto festeggio ogni giorno sorridendo alla vita e non incazzandomi più con il mondo.


Il 31 maggio dell’anno scorso, invece, casualmente, quasi a voler celebrare l’anniversario di fine chemio, dall’autobus dell’Astana, il mio eroe, con il suo compagno Levi, mi ha inviato un video con cui mi dedicava la crono di Roma (ultima tappa del Giro del centenario) e mi augurava il meglio per la mia salute.
Con quel suo inglese-texano, di non troppo facile comprensione per me, così concludeva il suo messaggio “So ...we are thinking of you, racing for you today here in Rome. Hoping for the best and hoping you are totally cured and healed and go on to live a perfectly normal & strong life.".

Foto By Reuters/Stefano Rellandini


Un’emozione fortissima, che si ripete ogni volta che guardo quel video, di cui ho provveduto a fare un sacco di copie per paura di perderlo o di danneggiarlo.
Lui inconsapevole guida ed ispirazione nella mia personale battaglia contro il cancro;
lui che sta in un quadro sopra al mio letto (tipo santino);
lui sette volte vincitore al Tour de France;
lui sopravvissuto al cancro;
lui uomo amato o odiato di fama mondiale.
Lui ha trovato tre minuti della sua frenetica vita per mandare un messaggio di speranza A ME.
Thanks Lance.

mercoledì 19 maggio 2010

May and Giro

Maggio è uno dei miei mesi preferiti. Non so perché. Forse perché ci sono nata in maggio. Forse perché è il mese del Giro d’Italia, della fienagione e dell’allergia, dei maggiolini (ma dove sono finiti?) che mi riportano indietro al ricordo di mio nonno, quando si faceva il fieno, si andava a prendere il gelato al circolo, e poi si guardava l’arrivo della tappa al Giro combattuta tra Saronni e Moser. Noi, plagiati dal nonno, tifavamo per Saronni.
Di questi ricordi riesco ancora a sentirne il profumo. Ecco. “Profumo di giro d’Italia” che solo l’aria tiepida di maggio riesce a farmi sentire.
E mi chiedo se la mia passione per il ciclismo, inconsapevolmente, sia iniziata proprio allora, per svilupparsi, però, solo molti anni più tardi.

sabato 8 maggio 2010

Running and thinking

Ho corso 4,2 km senza accorgermene.
Non sentivo fatica, non sentivo il fiatone.
La testa era come una lavatrice che stava centrifugando i miei pensieri: l’intervento per riparare ai danni si farà molto più presto di quanto immaginavo. Eppure ero preparata, no?
E intanto oggi è iniziato anche il Giro d’Italia.

sabato 20 marzo 2010

Milano-Sanremo

Avevo già il biglietto del treno in tasca. Avrei dovuto alzarmi all’alba, anzi molto prima, per poter essere alle 8 in Piazza Castello a Milano alla partenza della Milano-Sanremo.
Ero felice all’idea di poter incrociare, ancora una volta, lo sguardo del mio eroe. E invece sono rimasta a casa.
Il mio eroe è stato bloccato da una gastroenterite...
E io la Milano-Sanremo la guarderò tra poco in televisione.