La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

lunedì 17 dicembre 2012

Apathy

Come si fa a ritrovarsi?
Sto perdendomi di vista, non riesco più a ritrovarmi.
E’ tutto un gran casino.
Apatia.
Niente attività fisica da un po’. Da molto.
Negli ultimi mesi ho chiesto veramente troppo al mio sistema nervoso e ora il mio corpo mi sta dando segnali inequivocabili che è giunto il momento di tirare i freni.
Dolori ovunque, insonnia... meno sei chili [:-D].

E questa è stata la solita presa per il culo... ooh yeah!

giovedì 6 dicembre 2012

6/12/07

Era di giovedì anche allora, non ricordo quanto freddo facesse. Me ne stavo lì con la mia mamma, nel corridoio di radiologia, in attesa del fax che ufficializzasse ciò che la mia testa da un paio di giorni aveva già preso cognizione.
Mi fecero entrare nello stesso ambulatorio, dove una settimana prima mi massacrarono di biopsie.
“E’ maligno” sentenziarono.
Nessuna reazione. Nessuna lacrima.
Mai nessuna lacrima versata per il mio cancro. Mai.
Non è normale. Non sono normale.

Qualche ora dopo a casa, mentre elaboravo il fatto di non essere immortale e che da quel momento in poi sarebbero stati cazzi, mi scorrevano davanti le immagini della televisione del rogo avvenuto alla Thyssen di Torino in quella notte.
Ed ecco il delirio della mia mente: davanti a quella tragedia io ho tratto la mia prima forza.
Non è normale. Non sono normale.

A me, quel giorno di cinque anni fa, hanno diagnosticato il cancro, e va bene. Ero malmessa certo, ma viva, avevo davanti una partita da giocarmi, dura, difficile, ma comunque possibile.
Ma quei sette operai?
Loro la partita l’hanno persa quella notte del 6 dicembre 2007.
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Poi stamattina, mentre passeggiavo distrattamente in terra elvetica pensando a tutto questo, mi sono casualmente trovata di fronte a questa lavagna. Io il francese non lo conosco, ma il messaggio l’ho ben capito. E ho sorriso.

Bonne Journée!

domenica 2 dicembre 2012

Live

Gli vedevo anche le rughe e le gocce di sudore.
Più vicino di così...
E' stata una bella serata.

martedì 27 novembre 2012

Spenta

Non è un buon periodo. No, per niente.
Vorrei che tutte le cose che mi frastornano intorno si spegnessero e che l’unica cosa spenta (io) si riaccendesse.
Più cerco di riportarmi sulla retta via e più combino casini.
Che sta succedendo?
Forse è una fase, forse è un altro passaggio obbligato.

giovedì 15 novembre 2012

Il giorno dopo

Oggi è il giorno dopo di un’altra sconfitta buttata lì sui denti a smorzarmi il sorriso.
A questo punto credo che il problema sia tutto mio, basta dare colpe agli altri e alle circostanze che mi giocano contro. Sono limitata, devo farmene una ragione. Devo smetterla di inseguire un traguardo che è fuori dalla mia portata.
Forse ha ragione Romina, dovrei accontentarmi. La malattia mi stava rubando la vita, la malattia ha portato via un pezzo di me ma nonostante ciò ho una vita “normale”. Sì, dovrei accontentarmi e smetterla di sottoporre il mio corpo a inutili tensioni che non gli fanno per nulla bene. Ricorda, stress=possibile recidiva.
Accontentarsi. Già.
Accontentarsi… Accontentarsi…

Eppure la mia testa di cazzo non ci sta! E’ contro la mia natura. Sono una pazza testarda e lo so, continuerò ad impegnarmi fino a quando quel limite non lo abbatterò…


giovedì 1 novembre 2012

Elementare

Clima novembrino certo, ma i colori del bosco che poi mi sono apparsi davanti, i ricci e le foglie bagnate che mi scorrevano sotto le ruote, in un attimo hanno fatto sparire i brutti pensieri e le tensioni che mi porto dentro da un po’.
Ci voleva proprio.
In quell’ora scarsa l’ho capito, eh? Che devo vivere giorno per giorno cercando di dare il meglio, di fare bene, seguendo le mie intuizioni, tentando di andare oltre i miei limiti, so che posso farlo. Che al poi non ci devo pensare, anche se il poi sarà a breve, anche se il futuro mi insegue.
E domani si ricomincia. Olè.

mercoledì 17 ottobre 2012

Sospesa

E’ difficile, estremamente difficile, trascorrere undici ore della mia giornata in completa solitudine, cercando di non pensare, cercando di concentrarsi.
E’ stata una bastardata. Quasi sicuramente involontaria, ma sempre bastardata è. Tanto per rendermi le cose ancora più difficoltose di quanto già non siano.
Ho attimi di abbattimento caratterizzati da forte nausea, poi mi tornano in mente le mie dodici ore di chemio al giorno e così riesco a darmi anche della cretina e mi autostrappo un sorriso che è più isterico che altro.

Oh, this is my life. Wake up! Adesso diventa veramente egoista.
Pensa alla salute. Pensa al tuo traguardo.

domenica 7 ottobre 2012

Rise and Fall

Cado. Mi rialzo.
Cado. Mi rialzo.
Cado. Mi rialzo.
Cado…………………….
….... e in una maniera o nell’altra mi rialzerò ancora, no so come, no so quando.
Di certo è che sto soffrendo dannatamente, e sto somatizzando con ‘sta febbricola del cazzo che mi fa una fottuta paura. (I remember in 2007).
Com’era la storiella che mi/vi raccontavo nel post precedente una settimana fa? No, perché io fatico a ricordarla, e anzi, a volte credo che la vita si stia divertendo a prendermi un po’ per il culo. 

venerdì 28 settembre 2012

Remind me

Da scrivere ne avrei, eh, e anche di cose belle, ma non ci riesco! Anzi, temo di non avere la volontà di farlo. E’ un momento così: un’alternanza tra adrenalina e “malmustaggine”, perché io una via di mezzo mai.


Settembre mi ha regalato un’esperienza fantastica, breve ma indimenticabile, un’altra bella lezione di vita da mettere in tasca per ricordarmi che la passione rende amica la sofferenza, che nulla si distrugge ma tutto si trasforma. 
Per una volta, nel mio piccolo mondo, sono riuscita con la mia passione a trasformare la sofferenza della mia malattia in qualcosa di positivo.
Ed è stato magico.
E devo ricordarmelo...sempre.

mercoledì 29 agosto 2012

Rinviare

Mi hanno chiamata per organizzare il prossimo imminente intervento.
Ho rinviato.
E’ la prima volta che rimando una prestazione medica e mi sento quasi in colpa. Anche se farlo ora o farlo tra quattro mesi non cambierà nulla sul mio stato di salute, mi sembra comunque di fuggire da quello che mi spetta.
Ma ho troppe cose in ballo, delle priorità, e questo non è un buon momento per farsi tagliuzzare di nuovo. (Be', non esiste mai un buon momento per questo!) 

domenica 19 agosto 2012

Studiare in agosto

Luglio è stato un mese intenso, faticoso e, ahimè, pare che anche agosto non sia da meno.
Lavoro. Esami di controllo. Studiare. Emozioni.
Un sacco di emozioni, date e ricevute: troppo per me. Veramente troppo.
Troppo per la mia testolina che frulla pensieri senza tregua, portandomi dove non dovrebbe portarmi, facendomi perdere nella foresta delle mie contraddizioni.
I controlli sono andati bene.
Lo studio va a rilento. In questo momento, la mia difficoltà maggiore non è quella di assimilare concetti, no, nonostante la memoria sia stata danneggiata, la mia maggiore difficoltà non è questa. La mia difficoltà è quella di rinchiudermi nei momenti liberi mentre tutti cazzeggiano, di resistere alle tentazione di mollare i libri e di godermi queste fantastiche giornate di sole.
Questo per me è faticoso.
Sì, smetto di lamentarmi…
…d’altronde i guerrieri come noi non sono nati per le cose facili.

martedì 24 luglio 2012

Mystery

Qui domenica era una bellissima giornata, cielo azzurrissimo senza una nuvola, l’ideale per stare fuori per un bel giro in bici o in montagna.
Invece no, un nuovo mistero in me.
Da sabato, i palmi delle mani, i palmi dei piedi e la mia bocca si sono riempiti di fantastiche macchie rosse dal prurito insopportabile. Gonfiore e dolore come se avessi degli spilli conficcati da non riuscire a camminare… e quindi la domenica l’ho trascorsa al pronto soccorso.
Un prelievo, un flebazzo di un’ora che non mi ha fatto nulla, una diagnosi sul verbale con un bel punto interrogativo finale e un appuntamento per oggi dal dermatologo…  ‘azz, il dermatologo mi mancava.
Ora sto migliorando senza nessun farmaco, così come è venuta se ne sta andando.
Il problema è che nessuno è stato in grado di dirmi cos’è.
Mistero.

sabato 7 luglio 2012

A clock is ticking

Finalmente sono riuscita a ritagliarmi un’ora e venti minuti per pedalare. Ma che cavolo, sono passate quasi due settimane dall’ultima volta, ma quanto passa veloce questo tempo? Lo studio occupa una buona parte della mia giornata, il lavoro un’altra buona parte, sono in pieno tour di controlli e quindi trascorro molto tempo anche in ospedale.
La testa è satura di pensieri (brutti, belli, un po’ di tutto) e alla fine l’unico rimedio è sempre lei: la bici.
L’uscita di stamattina è stata grandiosa, andavo fortissimo come non capitava da molto, non so se perché avevo indosso questi nuovi fantastici pantaloncini che Mary Jane ha avuto il solito buon gusto di regalarmi o solo perché dovevo svuotare la mente.
Ad ogni modo sono carica, pronta per rimettermi sui libri, pronta per affrontare i prossimi controlli…

martedì 19 giugno 2012

Begin again


Mi sono svegliata all'alba, ho attraversato il bosco di castagni.
Ho aperto la casa, nessun rumore se non quello del rio. Ho dato uno sguardo al panorama, alle montagne e al cielo.
Mi sono seduta sulla panca, codice, manuale e matita alla mano e ho ricominciato.
Lo so, a breve ricomincerò a parlare anche con gli esseri animali e vegetali.

martedì 12 giugno 2012

Born To Run

Il concerto di giovedì scorso a Milano è stato superlativo, emozionante e molto molto lungo. Il Boss ci ha incantato per ben tre ore e quaranta ininterrottamente: fantastico esserci!
E' stata una sana pazzia quella di partire per San Siro con il pancione di My Sis ormai a scadenza. Lo so.
Ci hanno dato delle incoscienti, delle irresponsabili, delle fuori di testa...
Ma la malattia ci ha insegnato a vivere intensamente e lei voleva esserci. Dopotutto esistono ospedali anche a Milano, no?
Ci siamo godute lo spettacolo, io scatenatissima, lei calma calma... e verso le quattro di notte siamo ritornate a casa con il suo bimbo ancora nella pancia.
Mio nipote è nato oggi ed è rock!
Mio nipote è Born To Run!

giovedì 7 giugno 2012

Ready for the concert

…con la maglietta (enorme) di vent’anni fa.

mercoledì 30 maggio 2012

Disconnected

Io il 30 maggio devo pedalare. E devo pedalare in salita.
E’ il mio modo folle di ricordare l’anniversario dell’ultima chemio che è stata la salita più impegnativa da sempre.
Oggi la testa non era per niente collegata alle gambe, oggi i pensieri frullavano più veloci di quanto girassero le gambe.
Ho pedalato con un sentimento strano che non comprendo, forse rabbia, o comunque qualcosa di simile.
Riflettevo sul fatto che negli stessi giorni in cui mi hanno diagnosticato il cancro, l’hanno diagnosticato anche a un’altra giovane donna lontana da qui. Riflettevo come da quel terribile punto di partenza comune ognuna abbia seguito il suo giusto percorso. Riflettevo sul fatto che io quattro anni fa facevo l’ultima chemio mentre lei non ha ancora smesso…
Riflettevo sulla stranezza della vita.

martedì 22 maggio 2012

Dal 2008

Ho ritrovato questo scritto, riemerso indisturbato per scatenare quel giusto caos emotivo.

22 maggio 2008
Ieri ho compiuto 32 anni.
A casa e in buona forma.
Dopo una giornata trascorsa in giro con MJ, ieri sera c’è stato un grande momento: dopo più di sei mesi, ho pedalato.
Due giri in senso antiorario nel piazzale dell’officina, con le gomme molli e le ciabatte ai piedi.
Ovvio una stronzata per molti, ma per me è stata un’emozione grandiosa, poi venuta così, non programmata e inaspettata... proprio nel giorno del mio compleanno… è stata la ciliegina sulla torta della giornata.

mercoledì 16 maggio 2012

Die Wahlverwandtschaften

“Il tempo passa e, con esso, i modi di pensare, le opinioni, i pregiudizi e i gusti”.

Neanche ventenne, nei primi anni di università, mentre pendolarizzavo in quelle ore interminabili di treno, non so per quale motivo, mi lanciai nell’acquisto di un libro che aveva attirato la mia attenzione. Ne lessi subito circa la metà senza capirci troppo, anzi, senza capirci nulla, (che noia!!!), e poi, quasi disgustata, lo abbandonai.
Dimenticato per anni nella mia libreria, l’altro giorno mi è tornato tra le mani e ho ricominciato a leggerlo.
Divorato.
Un capolavoro.

E’ proprio vero, ogni libro ha il suo momento giusto per essere letto. E questo era il suo…

Ah, il libro è “Le affinità elettive” di Goethe, e quella sopra in corsivo ne è una sua citazione.


mercoledì 2 maggio 2012

La scatoletta di cartone

Ci sono sempre un sacco di buone occasioni per emozionarsi, su questo non si discute.
E così, un primo maggio piovoso investito nelle mura di casa a gettare cose vecchie per fare spazio a delle nuove, acquista il suo valore particolare.
“Cosa mai ci sarà dentro questa anonima scatoletta di cartone?”
Un tuffo al cuore, un brivido…
Erano tutti lì, di tutti i tipi, di tutti i colori.
I miei fermagli della vita precedente, riposti con cura nel momento in cui di capelli non ne avevo più.
Cercati, ricercati e mai trovati dal momento in cui erano riutilizzabili.
Erano lì da quattro anni, in quell’anonima scatoletta di cartone.


giovedì 19 aprile 2012

Quello che rimane dentro

Era lei, My Sis, che ogni volta mi accompagnava ai ricoveri in ospedale per la chemio.
Per i contrasti della vita, per un tempismo perfetto, nel mio periodo peggiore My Sis è diventata mamma per la prima volta.
La consuetudine era che, verso mezzogiorno, My Sis lasciava la puffa di neanche due mesi da mia mamma e recuperava me. Così si partiva per quei 30 km di macchina che mi separavano dalla stanza dalle tende arancioni in cui dovevo trascorrere i successivi cinque giorni.
Non parlavo molto durante quel viaggio e lei rispettava sempre i miei silenzi. Mi limitavo, ogni volta arrivate all’uscita dell’autostrada, a ripeterle “Hey Sis, tira dritto, andiamo in qualche posto lontano a fare shopping” e lei sempre rispondeva “La prossima volta…”.

Ora My Sis è in attesa del mio secondo nipote. L’altro giorno doveva sottoporsi a un’ecografia di routine nel medesimo ospedale, e questa volta io mi sono offerta di accompagnare lei...
Già durante il tragitto mi sono venuti alla mente un sacco di pensieri, ma il meglio di me l’ho dato appena varcata la soglia dell’ospedale sulla prima rampa di scale: era l’orario di pranzo, nell’aria c’era una puzza tremenda di quello schifo di cibo… sono cominciati a venirmi conati di vomito, le lacrime agli occhi per lo sforzo di trattenermi, sentivo lo stomaco sottosopra... insomma una tragedia. Sono corsa giù per le scale con il fazzoletto alla bocca farfugliandole un “Scusa Sis, non ce la faccio, ti aspetto nel parcheggio”.
Mi sono sentita una merda.

martedì 27 marzo 2012

I believe I can fly

La realtà è che a fregarmi sono sempre le aspettative.
Le mie previsioni in contesti di incertezza (malattia esclusa, s’intende) vanno sempre oltre e va sempre a finire che ci rimango male.
Delusa dagli altri, delusa da me stessa.
E allora prendo la mia mtb, cerco una strada deserta, stacco le mani dal manubrio e allargo le braccia.
Faccio l’aeroplano e mi riappacifico con il mondo.


martedì 13 marzo 2012

Upwind

Non è mai una buona idea fare un’uscita in bici mezz’ora dopo aver mangiato e controvento.
Ma quando la testa dice che c’è bisogno di andare, che è meglio andare, beh, allora si va…

lunedì 5 marzo 2012

A good week

Sentivo già la primavera scorrermi dentro e finalmente ho cominciato a pedalare. La scorsa settimana sono riuscita a fare ben quattro uscite in bici.
Ho fatto giri in piano contro vento, ho fatto salita, asfalto, sterrato, ho usato la bici da corsa, ho usato la mountain bike e ho fatto anche un bel volo!
Non mi sono fatta mancare niente.
La caduta poi, è stata quasi una liberazione… tutto a posto, nessun danno, anche se cadere in salita la dice lunga su quanto le mie capacità si siano azzerate… io ero distratta e l’insidia era proprio lì, nascosta da morbide foglie di faggio sulle quali è atterrato il mio culone.
Oh, la vita è bella! :-)

mercoledì 22 febbraio 2012



Forse perché ho il chiodo fisso sul pensiero che in questo periodo di febbraio ho debuttato con la chemio, non so, ma sono giorni che mi sveglio al mattino canticchiando questa canzone.



Dai, impariamo a volare!

martedì 14 febbraio 2012

Cambierà

Questo clima freddissimo, che non molla un attimo, sta generando sensazioni mai provate. E’ una cosa del tutto fisica, è un dolore in ogni punto del corpo che è stato inciso dal bisturi. Più fa freddo e più fa male. Più fa male e più è difficile trovare una posizione per dormire. 

Siamo a metà febbraio e sono ancora a chilometri zero, in questi giorni avrei dovuto essere a Roma in pieno cazzeggio e invece è saltato tutto.

Ho un gran bisogno di pedalare.

Già.

martedì 24 gennaio 2012

No comment

Di tutti i reparti che ho avuto l’occasione, anzi la sfiga, di frequentare (e sono tanti!), quello di cardiologia si merita decisamente la maglia nera.
E la cardiologa? No comment…

venerdì 13 gennaio 2012

Crazy heart

Con la visita oncologica ho concluso anche questo giro di controlli, ci rivedremo a luglio con un sacco di “compiti” da fare. La lista di esami che mi ha prescritto l’onco per il prossimo tour mi sembra infinita, e già m’immagino le tribolazioni con la donnina delle prenotazioni per incastrarli tutti con una certa logica.
Comunque tutto bene sul fronte della malattia.
…però… ogni tanto il mio cuoricino fa il matto, e allora l’onco mi sta già prenotando esami cardiologici… 'azz!

sabato 7 gennaio 2012

Wake up!

Ho trascurato questo luogo e tante altre cose senza un apparente motivo. O forse sì?!?...
Ad ogni modo, è giunta l’ora di smettere di orbitare e di svegliarsi.

Durante queste feste, nonostante abbia cercato di limitarmi, come tutti, ho mangiato troppo rispetto al mio fabbisogno.
Ho anche pedalato, eh! Non ricordo di avere mai pedalato nei giorni tra Natale e Capodanno, neanche nei tempi migliori, e questa potrebbe essere una piccola soddisfazione personale.
In realtà, sono stata obbligata da una scommessa che avevo fatto con me stessa all’inizio del 2011: “quest’anno almeno 1000km li devo fare…”. Non potevo tradirmi, e così il 28 dicembre (completamente senza voglia) mi sono fatta i 41 che mancavano.
Lo so, mille sono pochini, ma tenuto conto dell’intervento di marzo, del recupero e blà, blà, blà, va bene così.
E per il 2012 cosa azzardiamo? 1500, 1700 o 2000?