La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

giovedì 19 aprile 2012

Quello che rimane dentro

Era lei, My Sis, che ogni volta mi accompagnava ai ricoveri in ospedale per la chemio.
Per i contrasti della vita, per un tempismo perfetto, nel mio periodo peggiore My Sis è diventata mamma per la prima volta.
La consuetudine era che, verso mezzogiorno, My Sis lasciava la puffa di neanche due mesi da mia mamma e recuperava me. Così si partiva per quei 30 km di macchina che mi separavano dalla stanza dalle tende arancioni in cui dovevo trascorrere i successivi cinque giorni.
Non parlavo molto durante quel viaggio e lei rispettava sempre i miei silenzi. Mi limitavo, ogni volta arrivate all’uscita dell’autostrada, a ripeterle “Hey Sis, tira dritto, andiamo in qualche posto lontano a fare shopping” e lei sempre rispondeva “La prossima volta…”.

Ora My Sis è in attesa del mio secondo nipote. L’altro giorno doveva sottoporsi a un’ecografia di routine nel medesimo ospedale, e questa volta io mi sono offerta di accompagnare lei...
Già durante il tragitto mi sono venuti alla mente un sacco di pensieri, ma il meglio di me l’ho dato appena varcata la soglia dell’ospedale sulla prima rampa di scale: era l’orario di pranzo, nell’aria c’era una puzza tremenda di quello schifo di cibo… sono cominciati a venirmi conati di vomito, le lacrime agli occhi per lo sforzo di trattenermi, sentivo lo stomaco sottosopra... insomma una tragedia. Sono corsa giù per le scale con il fazzoletto alla bocca farfugliandole un “Scusa Sis, non ce la faccio, ti aspetto nel parcheggio”.
Mi sono sentita una merda.

6 commenti:

  1. Vedrai che Sis ha capito.
    E anche se l'hai aspettata nel parcheggio le hai fatto un grosso piacere accompagnandola, facendole compagnia durante il tragitto in auto.
    Stai tranquillache lei ha capito!

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  2. quoto ziacris, ha sicuramente capito,e tu non pretendere troppo da te stessa!

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  3. Terzo voto a favore della sis che ha capito. Proprio perchè ti ha sempre accompagnata è quella più in grado di capire come ti senti, non credi?

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  4. Sì, certo My Sis capisce sempre, lo so. Però mi sono sentita una merda lo stesso.

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  5. Immagino. Ma i percorsi delle persone sono diversi, così come le tempistiche. E il senso di "me-merdaccia" passerà.

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  6. @Mamiga Passerà... anzi è già passato ;-)

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