La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

venerdì 31 dicembre 2010

My numbers in 2010

3 sono i kg che ho perso;
2 sono i kg che ho preso;
3800 sono le pagine che ho studiato (per un cazzo, visto il risultato);
2 sono le notti che ho passato in ospedale;
18 sono i cm della mia cicatrice;
10 sono le medicazioni che mi hanno fatto;
4 sono gli esami di radiodiagnostica fatti;
… sono le visite che ho fatto (troppe per poterle conteggiare);
… sono i km percorsi in bici (pochi, non li scrivo perché mi vergogno);
1102 sono i minuti che ho pedalato sui rulli;
64 sono i km che ho corso;


Ah, 3… 3 sono gli anni che ho appena compiuto nella seconda vita.

lunedì 20 dicembre 2010

San Liberato - Run Baby Run

Corri, corri, e pensa;

corri, corri sul terreno ghiacciato e pensa che anche se ci sono zero gradi stai correndo ed è una figata;

stai correndo, sì stai correndo, non sei in quel letto di ospedale da cui tre anni fa non riuscivi ad alzarti;

sì, stai correndo e adesso il tuo viso non è più pallido ma è rosso, rosso fuoco per lo sforzo e per l’aria pungente che ci sbatte contro;

corri e ringrazia quei medici che si sono presi la responsabilità di operarti con la febbre alta anche se era rischioso, perché altrimenti il 2008 non l’avresti visto neanche cominciare;

corri, corri, corri e pensa che tre anni fa, in questo momento, stavi combattendo imbottita di morfina mentre l’omino con la falce in mano ti correva dietro;

corri e godi del tuo fiatone e del tuo sudore e fregatene se il tuo corpo è deturpato e non tornerà più come prima;

corri perché oggi è San Liberato e perché tre anni fa, proprio oggi, forse ti hanno liberata dal cancro.


L’idea era di festeggiare il mio terzo compleanno con un giretto in mtb per i boschi, ma ho perso malizia e brillantezza soprattutto in discesa e quindi non si può fare. Troppo rischioso nella mia condizione. Ho ripiegato con 5km di corsa.
Va bene. Va bene così. Run baby run.

sabato 18 dicembre 2010

Cancer and piss

Non l’avevo mai fatto, ma questa volta, un po’ per lo scazzo per il posto in cui mi ritrovavo e forse un po’ per egoismo, ho sfruttato la mia condizione di malato.
Approfittatriceeeeeeee!
La regola è che durante le sette ore di esame giornaliero non si può andare in bagno se non dopo che ne siano trascorse due dalla dettatura delle tracce. Dopo tale momento i servizi sono presi d’assalto e, vuoi per la quantità di persone e anche un po’ per la maleducazione della gente, non è che siano il massimo della pulizia, anzi…
Così, con il certificato alla mano, prima della scadenza dell’ora consentita, mi sono recata da un commissario che subito ha acconsentito, facendomi però scortare da un agente donna di polizia penitenziaria (ma è carica la pistola?!?) che si è piantonata fuori dal bagno. Mi sono sentita una sorvegliata speciale… ma ho usato un bagno ancora bello lindo.
Sì, ho sfruttato il cancro per una pisciata in un bagno pulito. Che tristezza!!!

domenica 12 dicembre 2010

Exames

Tac ritirata. Il radiologo questa volta si è sbizzarrito e mi ha dedicato un poema di dieci righe. Ben oltre il doppio del solito. Peccato che io non ci capisca granché e quindi non so se il caso di preoccuparsi, visto che ho anche i globuli bianchi sballati. Anzi, a essere sincera, sono questi a impensierirmi di più… Vabbè, ci penseremo.
Ora trolley pronto (no, no, niente vacanza, che avete capito?!) domani si parte di nuovo per la city, per la tre giorni di esame. (Fanculo).

lunedì 6 dicembre 2010

Cancerversary

Dovrei andare a ritirare l’esito della tac. Ma non ci vado. Non voglio tornare nello stesso reparto dove, tre anni fa, proprio oggi, mi hanno detto che avevo il cancro.
L’altro giorno ho fatto la tac, e l’infermiera che mi ha preparato si è ricordata di me. Cioè di lui. In quel reparto non si ricordano di me, si ricordano di lui… e di conseguenza di me.
Le ho chiesto come faceva a ricordarsi dopo tre anni.
Mi ha risposto che della mia diagnosi, nel reparto, se n’era parlato per un po’: nessun radiologo, neanche tra quelli più anziani, aveva mai visto un cancro di quel tipo, e quindi le è rimasto impresso. A me invece è rimasto impresso per altri ovvi motivi. E oggi a ritirare quell’esito non ci andrò…