La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)
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domenica 3 gennaio 2016

2016

Questo sarà l’anno dei 40.
In pochi avrebbero scommesso che avrei  traguardato i 32 e invece, sono qui, alla soglia dei quaranta, a parlarne.
E in questo anno speciale, vi informo, ho deciso di mollare i freni dall’inizio alla fine, che tradotto significa folleggiare alla grande…  s’intende, compatibilmente al lavoro, agli impegni e agli affetti…
Poi magari qualcosa vi racconto.
Per cominciare, ieri visita molto veloce a Milano. Erano anni che non ci andavo in treno e mi sono portata anche la Puffa e, ovvio, dopo due mesi di siccità cosa ci ho trovato? La neve. Mentre qui, incastonata tra le alpi, continua a farsi desiderare ho dovuto spostarmi nella city per poterla vedere. Cose strane.
Buon Anno.
 
 

mercoledì 20 agosto 2014

Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuor della terra
Trafitto da un raggio di sole:
Ed è subito sera.
 


Nessuna vacanza per me in questo fresco agosto.
Ma non potevo non andare ad affidare i pensieri al mio monte con i suoi 3500mt.
Toccata e fuga, come l’anno scorso, anzi ancora più veloce, con la fortuna che quest’anno non era coperto dalle nuvole.      
 

lunedì 14 luglio 2014

Tu sei lei

Correva l’anno 1999, 15 anni fa eh già, per uscire da una delle mie crisi storiche (di quelle potenti che ti fanno perdere fino a 7kg in un mese), con tutti i miei risparmi di studentessa universitaria, azzardavo l’acquisto della mia prima mtb “vera”.
Compagna di mille avventure, allenamenti,  gare, cadute, “attraversata delle alpi”, la risalita in sella dopo la malattia… sempre con lei, la mia preferita, forse un po’ antiquata ora, un po’ pesante, poco ammortizzata,  ma sempre la numero uno per me.
Negli anni ne sono susseguite delle altre che poi se ne sono andate, mentre lei è rimasta sempre con me.
Sempre… in tutti questi 15 anni di salite e di discese, di cadute e di rialzate.
… e mi hai salvato tante volte da qualche tipo di altra morte
… e mi regali un altro giorno in cui sembra tutto fermo…
 
Pensate pure quello che volete, non potete capire.
 

martedì 12 novembre 2013

Sudden momentum

Il termometro segna 13° e ho appena mangiato.
Voglio andare in bici e voglio andarci ora.
Mi rendo conto che ho tralasciato di farlo per intere settimane dal clima più mite e con la pancia un po’ meno piena, ma adesso ci voglio andare e ci vado.
Guardo i ciclisti passare, tutti bardati con divise invernali e scaldacollo fin sotto agli occhi, ‘azzo farete a gennaio?
Io opto per i ¾ dal colore blu puffo (o puffetta, se avessi la mia coda serpente di colore biondo) e mi fiondo sulla strada.
Pronti via… un paio di smadonnate silenziose:  è inutile, non la vogliono capire che la precedenza in rotonda va data anche ai ciclisti! Scusa non ti ho vista. Ma come fai a non vedere una sagoma blu puffo nel bel mezzo? Mica vado alla velocità della luce!
Comunque, pedalare è sempre bello.
Peccato per la mia incostanza, ma alla fine credo di apprezzare di più questi slanci improvvisi rispetto a tabelle e orari prestabiliti.
In fondo non pedalo più per competere, bensì solo per il mio benessere, più mentale che fisico, che poi l’uno aiuta l’altro e viceversa.
Va bene così. Sì, sì.
 

lunedì 29 luglio 2013

Friendship warms the heart

Io e la bici abbiamo rifatto pace, non so quanto questa armonia possa durare. Dipende tutto dalla mia testolina, come sempre.
Da anni è un rapporto così il nostro: un alternarsi di periodi di grande amicizia a periodi di completo disinteresse.  Ora siamo nella fase di grande amicizia, in questo fine settimana siamo state parecchio insieme :-)
 
Sabato avevo intenzione di fare un’uscita tranquilla in previsione di ciò che avevo in mente per la domenica. Ma a volte le buone intenzioni vengono scombussolate in un secondo: è scattata una sfida silenziosa con un cinquantenne che ho raggiunto in un tratto in piano... fanculo, mi sono massacrata.
Per un po’ gli sono stata a ruota, non volevo azzardare il sorpasso perché, o superi e vai, o altrimenti abbassi le ali. Ma quando la strada si è impennata un po’, l’omino non andava e ho dovuto superarlo. Credo che, quando ha visto la mia coda serpente sbucare dal casco e ha realizzato che ero una donna, si sia offeso perché si è messo lui a ruota e quando la strada ha cominciato a spianare mi ha superata. Alla salita successiva si è piantato e io l’ho risuperato. Nel tratto in piano lui mi ha risuperata e avanti così, senza proferire parola, in un rigoroso silenzio fino a quando le nostre strade si sono divise.
Tornata a casa con 40km,  una media da paura e gambe imballate. Evviva.

 
La sera mi sono letta quasi tutto in un fiato “l’alchimista”, e lì mi sono ricordata che alchimisti un po’ lo siamo tutti. E’ bastato questo per caricarmi per l’indomani: un fantastico giro di 70km, di cui 20 in salita, con la mia amica del cuore e un caldo torrido che non sembrava neanche di essere qui tra i monti...


 P.s. per dovere di cronaca: quelli dell’oncologia mi hanno rimandato la visita di 15gg… forse l’hanno capito anche loro che quando sono sotto pressione do il meglio di me!
 

mercoledì 10 luglio 2013

Pigrizia

Sono tre mattine che punto la sveglia alle 6:13 con l’intento di uscire in bicicletta prima di andare al lavoro.
Sono tre mattine che al suono della sveglia mi parte una manata per spegnerla e mi volto dall’altra parte.
Buffonaaaaaaa!!!
 
Oggi ho rimediato e sono uscita nella pausa pranzo. Non so se l’impulso sia derivato da quattro chiacchiere che ho scambiato per caso stamattina con un settantenne.  Dopo essersi accertato del mio attuale stato di salute mi ha chiesto della bici… Forse l’ha visto dalla mia faccia, non so, ma subito mi ha consigliato di non farmi prendere dalla pigrizia…”se no non riparti più”.
Cazzo sono pigra, c’ha ragione! Il settantenne, ciclista di buon livello ai suoi tempi, va ascoltato!
 
Ho capito, la mia pigrizia risiede in quel massimo sette minuti che mi servono per prepararmi: pantaloncini, scarpette, lenti a contatto, coda, bandana e casco, guanti e occhiali... La mia mancanza di determinazione è in questa semplice operazione. Perché, diciamoci la verità, una volta fuori sto troppo bene e non ritornerei più!

giovedì 27 giugno 2013

Corri zia!

Ho iniziato il tour dei controlli. Il primo esame è andato, quello che temo di più dal punto di vista del dolore fisico durante l’esecuzione, ma non nel risultato.
Oggi non è stato particolarmente doloroso rispetto ad altre volte, piuttosto celere e quindi sopportabile.

Mi è rimasto parte del pomeriggio libero e ne ho approfittato per un giro in bici, non per me ma per la Puffa. Lei pedalava sulla mia prima bicicletta (ancora integra, perché i materiali che usavano più di un trentennio fa non sono mica come quelli di adesso) e io le camminavo a fianco, anzi correvo, perché la Puffa adesso va spedita e alla zia tocca correre.
E ridendo e cantando ci siamo fatte un bel giretto di 5km… senza neanche un capriccio.
 
 

sabato 11 maggio 2013

Improvements

Prima uscita con i pantaloncini corti, prima uscita un po’ decente. Una cinquantina di chilometri in solitaria, con in mezzo una salita e gli ultimi chilometri controvento. Ovvio.
Tutto sommato è andata bene, e già si vede il segno dell’abbronzatura sulle gambe.
Mi ero dimenticata di come le endorfine incrementino la simpatia che nutro verso me stessa, e di quanta energia mi ritrovo poi ad avere nonostante la faticaccia.
Dovrei pedalare più spesso. Già, che scoperta.
Sono brava a sapere quello che dovrei fare, peccato che poi non riesca mai ad applicare.
Perché?
 

martedì 30 aprile 2013

La vita dentro la bolla

Il meteo ci mette del suo, io ci metto del mio.
Sono un’altra volta in conflitto con la bici. Questa volta di brutto.
Stanotte addirittura ho sognato che era tutta smontata e non potevo usarla, vorrà pur dire qualcosa, no?
Così la vita all’interno della bolla è fatta prevalentemente dei miei nipoti, di libri, di teorie assurde che la mia mente elabora senza tregua, ma che aiutano a maturare una certa consapevolezza, o almeno credo.
Sì, sono folle.
Però ho smesso di ascoltare Eros.
 
 

venerdì 28 settembre 2012

Remind me

Da scrivere ne avrei, eh, e anche di cose belle, ma non ci riesco! Anzi, temo di non avere la volontà di farlo. E’ un momento così: un’alternanza tra adrenalina e “malmustaggine”, perché io una via di mezzo mai.


Settembre mi ha regalato un’esperienza fantastica, breve ma indimenticabile, un’altra bella lezione di vita da mettere in tasca per ricordarmi che la passione rende amica la sofferenza, che nulla si distrugge ma tutto si trasforma. 
Per una volta, nel mio piccolo mondo, sono riuscita con la mia passione a trasformare la sofferenza della mia malattia in qualcosa di positivo.
Ed è stato magico.
E devo ricordarmelo...sempre.

giovedì 7 giugno 2012

Ready for the concert

…con la maglietta (enorme) di vent’anni fa.

lunedì 5 marzo 2012

A good week

Sentivo già la primavera scorrermi dentro e finalmente ho cominciato a pedalare. La scorsa settimana sono riuscita a fare ben quattro uscite in bici.
Ho fatto giri in piano contro vento, ho fatto salita, asfalto, sterrato, ho usato la bici da corsa, ho usato la mountain bike e ho fatto anche un bel volo!
Non mi sono fatta mancare niente.
La caduta poi, è stata quasi una liberazione… tutto a posto, nessun danno, anche se cadere in salita la dice lunga su quanto le mie capacità si siano azzerate… io ero distratta e l’insidia era proprio lì, nascosta da morbide foglie di faggio sulle quali è atterrato il mio culone.
Oh, la vita è bella! :-)

lunedì 28 novembre 2011

Transformer

Sai benissimo che i primi dieci minuti sono i peggiori. Fa freddo e la tentazione di tornare indietro è forte.
Là fuori ti ha spinto il malessere mentale, ancora una volta sei in ostaggio dei tuoi pensieri.
Freddo.
Resisti.
La pedalata si fa man mano rotonda, le gambe girano in perfetta armonia con il vento tra i capelli.
Azzardi una salita… e poi un’altra…
Armonia.
Pace.
Discesa. Discesa veloce. Troppo veloce…
Adrenalina.
Ritorni a casa.
Il malessere è rimasto là fuori da qualche parte.
Sei leggera.
Allunghi i muscoli. La parte danneggiata dal cancro si lamenta un po’, le gambe chiedono pietà. Tutto regolare.
Endorfine.
Ti rifletti nello specchio, sei lì nel tuo completo invernale giallo. Il tuo preferito che finalmente sei riuscita a reinfilarti dopo anni.
Gli occhi brillano al centro della tua faccia paonazza.
Hai paura solo a pensarlo. Sì, una fottutissima paura!
Ma non riesci a trattenerti dall’esclamare:
“Cazzo, come mi sento bene!”

venerdì 25 novembre 2011

One step up

Io di programmi a medio/lungo termine non ne ho più fatti.
Però oggi iniziava la prevendita e … p r e s o ! !
E chi se ne frega se prima di allora so già che dovrò fare un altro interventuccio...

venerdì 11 novembre 2011

The Island

Il primo pensiero che ho avuto guardandomi intorno nel momento in cui sono sbarcata sull’isola è stato che io in quel posto non c’entravo proprio un cazzo. (E in effetti è così!!). Da subito ho avuto, quindi, un calo di umore: ero troppo fuori luogo!
Poi l’indomani abbiamo montato le bici, e via per un primo giro di “esplorazione”:
  • vento. Tanto vento (ma a questo ci sono abituata) con la differenza che lì era caldo e non gelido come da ‘ste parti;
  • non una strada in piano. Salita, discesa, salita, discesa… avanti così per poter visitare le località sulla costa;
  • traffico abbestia. Troppe macchine, troppi pullman. Le strade non sono tanto larghe e sono piene di curve, gli automobilisti non sono abituati a convivere con i ciclisti, e quindi sono molto più prudenti, nel senso che se proprio non avevano libera la corsia del sorpasso ci stavano dietro, così a me sembrava sempre di avere l’ammiraglia…
La bici, le cene sul terrazzo in pantaloncini e canottiera (che qui neanche per ferragosto) con vista oceano e vista vulcano, mi hanno risollevato il morale ed ho incominciato ad apprezzare quel luogo così distante e diverso da me. In fondo potevo resistere.
E poi Lui. Wow! Il motivo per cui ero lì…
Il vulcano è spettacolare. Bello, bello, bello!
Salirci in bici non è stato faticosissimo, ma è comunque una grande soddisfazione. La salita è abbastanza lunga, ma molto costante e con pendenza inferiore rispetto a quelle a cui sono abituata. Il fatto è che sono viziata e, non avendo voglia di soffrire troppo, ho sempre utilizzato un rapporto molto, molto, agile. Diciamocelo, avrei potuto applicarmi di più e metterci molto di meno… ma son svogliata!
La velocità da lumaca mi ha permesso, però, di guardarmi intorno meglio e memorizzare così ogni dettaglio di quel fantastico paesaggio. La vegetazione cambia rapidamente, non potrebbe essere diversamente considerato che si parte dal livello del mare per arrivare a circa 2000mt di altezza. Si passa dalle piantagioni di banane alle foreste di pini (che pini strani!) che poi spariscono e lasciano spazio all’enorme distesa di rocce nere laviche.
Il paesaggio è veramente affascinante, da perderci il fiato.
Per il resto, che dire? Non sono un tipo da spiaggia, non sono un tipo da mare.
Secondo voi, ho pucciato almeno i piedi nell’oceano?
Secondo voi, quali sono le parti del mio corpo più abbronzate?
;-P

venerdì 28 ottobre 2011

Time to travel

A breve si parte. Ma come cavolo mi è venuta l’idea di andare su un’isola… con tutto quel mare intorno?!?
Ah, sì, è stato quando mi sono risvegliata senza un pezzo di me e senza sarcoma: ho esclamato “adesso vado a farmi un viaggio su un’isola!”.
Io sono di parola e, anche se è passato qualche anno, adesso ci vado.
Ma c’è qualcuno che mi spiega giusto, giusto, un paio di nozioni teoriche di come si fa a nuotare?


venerdì 30 settembre 2011

Prenotazioni

Rimando e rimando... Dovrei andare dal mio medico perché dovrei andare a prenotare la tac. E invece ho prenotato un volo perché voglio andare qui, e ci voglio andare con la bici.
La prossima settimana prenoterò anche la tac. Giuro!

mercoledì 21 settembre 2011

Dolcemente, lassù

I pizzoccheri son sempre i pizzoccheri, eh già! E il chilozzo che mi sono portata a casa dopo i tre giorni trascorsi a Livigno lo dimostra. Pazienza, in compenso ho lasciato là i pensieri… almeno credo.
Il paesaggio e i sentieri meritano, ma onestamente non ho pedalato granché.
I miei giri si sono limitati a una ventina di km ciascuno: pedalavo per un po’, trovavo un bel praticello, posavo la bici… e mi distendevo perdendomi a osservare le nuvole fino ad addormentarmi per un paio di ore...
Insomma, una vitaccia, eh?

mercoledì 14 settembre 2011

Opsss...

Sono in ostaggio dei miei pensieri!
E perciò, per riprendermi, me ne vado qualche giorno in un posto bellissimo a girare con la bici.
Bye!

martedì 2 agosto 2011

Hello August

Me ne vado. Vado via per un po’.
Il tempo di finire dei lavori e mi proietterò in altro luogo, lontano da tutto. Silenzio ed esercizio fisco.
Rincorro la mia vacanza attiva: riposo mentale e “sfiancamento del corpo”, alla ri-conquista di una delle più alte quote pedalabili delle alpi.
Così dev’essere, così voglio illudermi che sia. Com’era una volta, anche se non lo sarà. 
Forse sarà meglio.