La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)
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domenica 29 giugno 2014

Rincorrersi

Ciao,
sono qua a rincorrermi, a rincorrerti, a farmi rincorrere.
E’ un gioco sfiancante questo, ma mi fa sentire viva. Veramente.
E devo solo ringraziarti per questo, perché mentre io cerco di tenderti la mano in realtà sei tu che la stai prendendo a me, come nei sogni incomprensibili di tempo fa.
Mi stai salvando.
Io che pensavo invece di stare a salvare te. Che presuntuosa!

domenica 19 gennaio 2014

Drowsiness

Piena notte.
Ero in stato di dormiveglia credo, in quello stato in cui mi sono trovata parecchie volte nei giorni della chemioterapia e nei successivi, con la differenza che adesso stavo bene.
Stavo bene in quella posizione, stavo bene sotto il tepore del piumone.
E lì, tra il sonno e la veglia, mi sono arrivate nella testa le giustificazioni a comportamenti incomprensibili che ho avuto in passato.
E’ stato un attimo, ma è bastato a capire.  
 

martedì 8 ottobre 2013

Don't cry

Mi sento come un cristallo frantumato e somatizzo. Tipica è la mia capacità di trasformare le ansie in problemi di salute. Brava, eh?
Non piango come si deve da tanti anni.
Nei miei sonni agitati sogno di versare lacrime a fiume. Qualcuno sa cosa significa?
Forse dovrei farlo nella realtà?
Sì, ci vorrebbe un bel pianto liberatorio… ma se non viene, non viene.


 

venerdì 13 settembre 2013

Sto andando

Mi sento una vecchietta. 
Probabilmente lo sono, probabilmente il mio corpo lo è già diventato da un pezzo. Ho dolori dappertutto: la spalla destra, il fianco sinistro, il piede destro... Non lo so, ma ho una teoria, più sto ferma e più mi vengono dolori. Per cui, domani non ce n'è, si pedala easy easy.

Ho lunghissime unghie (mai avute così) smaltate di giallo. Mi piace il giallo. Sono fastidiose, limitano i movimenti e i lavori manuali, eppure non le taglio.
Ho capelli lunghissimi e intrecciatissimi da oltre un mese, sto meditando di fare i dreadlocks...

Sto andando.
Urge colloquio col mio io. 
Urge discorsetto cazziante di Blue-Eyed Man che mi riporti sulla retta via. Dove cavolo sei BEM?
Sto degenerando.
 

sabato 20 luglio 2013

Lucid dream

Prima di alzarmi per andare in ospedale per fare il prelievo e i raggi al torace ho fatto un sogno lucido. Mi capita raramente.

Vagavo con la mia prima macchina per strade non conosciute che a un certo punto erano allagate tanto da costringermi a tornare indietro. In mezzo a tutta questa acqua c’erano anche dei bellissimi cavalli. Mi ripetevo che stavo sognando e che quindi quell’acqua non ci avrebbe fatto nulla…  Poi, sempre cosciente di essere in un sogno, mi sono trovata in posti stupendi, mai visti, finché ho incontrato la mia onco con i suoi capelli ribelli e il suo camice immacolato, agitava i miei referti in mano e mi diceva dobbiamo trovare una strategia!
 
Mi sono svegliata.
 
Echecazzo, non ho ancora i risultati dei miei esami e la prossima settimana ho visita dall’onco.
 
... Un po’ di ansia, eh! Azz!
 

martedì 30 aprile 2013

La vita dentro la bolla

Il meteo ci mette del suo, io ci metto del mio.
Sono un’altra volta in conflitto con la bici. Questa volta di brutto.
Stanotte addirittura ho sognato che era tutta smontata e non potevo usarla, vorrà pur dire qualcosa, no?
Così la vita all’interno della bolla è fatta prevalentemente dei miei nipoti, di libri, di teorie assurde che la mia mente elabora senza tregua, ma che aiutano a maturare una certa consapevolezza, o almeno credo.
Sì, sono folle.
Però ho smesso di ascoltare Eros.
 
 

mercoledì 1 settembre 2010

Adieu

Più che altro io lo ricordo per gli occhiali e per la sua coda (la sua storia la trovate qui http://ciclismopst.blogspot.com/2010/08/bon-voyage-laurent.html) ma la notizia della sua morte mi ha fatto trascorrere una notte di sonno agitato. E’ sempre così quando si tratta di cancro, sia che riguardi un personaggio noto o non.
E a me non rimane che dire cancer sucks!

giovedì 13 maggio 2010

Dreaming in the night 3

Mi capita raramente di sognare di essere ancora in ospedale.
Ma questa mattina presto ho sognato di essere là dentro. Stavo bene. Mi dimettevano. Tornavo a casa dove, in un locale adiacente, la mia famiglia aveva provveduto a preparare la mia camera ardente. L’ho vista dal di fuori, intravedevo un sacco di fiori bianchi. Mi sono incazzata con tutti.

Forse dovrei sospendere la lettura di “Per tutta la notte” di Philippe Forest. Credo non sia molto adatta a me.

giovedì 28 gennaio 2010

Dreaming in the night 1

Passavi davanti alla mia casa. Ti stavi allenando in bici “dietro macchina” e alla guida c’era il tuo ds... Nonostante ciò ti sei fermato davanti al mio cancello e ci siamo fatti una foto in cui ci tenevamo a braccetto. Poi sei ripartito subito. E la foto è uscita un po’ sbiadita.

Un altro sogno improbabile. Ma al risveglio la giornata è incominciata subito bene.