La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

martedì 8 giugno 2010

New hospital

Varcata la porta di un nuovo ospedale. Il sesto dalla malattia. Ho visitato più ospedali che capitali d’Europa. Che culo, eh? Questo è immenso, spaziale, sembra un mix tra un aeroporto e un centro commerciale. La “puzza di ospedale” che mi fa vomitare l’ho avvertita pochissimo, credo che potrò resistere.
Ho incontrato il chirurgo che mi ha liberata dal male tempo fa. Mi ha riconosciuta, non credo per la mia faccia ma per il bastardo. Non si può dimenticare la rarità e la particolarità del mio caso.
Ho conosciuto il chirurgo che riparerà i danni. Due enormi baffi e una forte somiglianza a un mio professore delle superiori (quello che ha contribuito ad alimentare la mia passione per il diritto) gli hanno assegnato da subito un buon punteggio: è ok. Il fatto che poi mi abbia confermato che per riparare il danno non occorre fare un innesto di pelle (taglia lì e incolla là) lo ha reso ancor più simpatico. E così, tra una spiegazione e una battuta, abbiamo fissato la data dell’intervento. Il primo di una serie.

2 commenti:

  1. E' sempre una scossicatura sottoporsi ad interventi chirurgici, ma se il chirurgo ha un po' di pregi, tutto risulta più leggero...stringi e denti a avanti tutta

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  2. il primo passo di una nuova strada per stare ancora meglio. brava stribili, non farti fermare da niente!

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