77 giorni di astensione (forzata) dalla bici, (certo, in confronto al passato quando lo stop è durato quasi cinque volte tanto, non sono niente) cominciavano a recarmi più che altro malessere mentale…
Non ho più resistito, e stamattina ho dovuto uscire, per il bene di tutti, ma soprattutto per il mio.
Uscita in solitaria e solito itinerario pianeggiante per verificare di quanto, in questi mesi, sono peggiorata e le eventuali conseguenze post operatorie.
Primi quindici minuti e avverto fastidi nella zona operata, ‘azz! Sorvolo, rallento e proseguo.
La testa dice vai.
Vento nelle gambe, vento in faccia a scontrarsi con i pensieri, i brutti pensieri che inevitabilmente non abbandonano e non abbandoneranno mai la mente di un paziente oncologico.
Ecco quello che mi è mancato in tutti questi giorni: la solitudine, lo spazio tutto mio, l’isolamento da tutti, la mia bici per riflettere. Chi la sente adesso la fatica? Non c’è spazio per lei, c’è solo spazio per i litigi nella mia testa: pensiero pessimista contro pensiero ottimista.
E intanto, senza accorgermene, il nastro d’asfalto scorre velocemente sotto di me e in un attimo mi ritrovo al punto di partenza. Possibile? Dopo tutti quei giorni di stop, meglio di così non poteva andare:
media come se mi fossi allenata costantemente,
testa più leggera e ottimista,
e un bel sorriso stampato in faccia!
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)



GRANDE!
RispondiEliminabravissima stribili!!!
RispondiEliminaE' così che si fa. ben fatto
RispondiEliminaSei un grande.
RispondiEliminaCactus del Blog Oltre l'Ostacolo
Potere della testa! Grazie a tutti :-)
RispondiEliminaCiao,
RispondiEliminati ho inserito nel mio blogroll.
http://oltrelostacolo.blogspot.com
"Cactus"