La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti. (Albert Einstein)

sabato 11 settembre 2010

Back on the racing bike

77 giorni di astensione (forzata) dalla bici, (certo, in confronto al passato quando lo stop è durato quasi cinque volte tanto, non sono niente) cominciavano a recarmi più che altro malessere mentale…
Non ho più resistito, e stamattina ho dovuto uscire, per il bene di tutti, ma soprattutto per il mio.
Uscita in solitaria e solito itinerario pianeggiante per verificare di quanto, in questi mesi, sono peggiorata e le eventuali conseguenze post operatorie.
Primi quindici minuti e avverto fastidi nella zona operata, ‘azz! Sorvolo, rallento e proseguo.
La testa dice vai.
Vento nelle gambe, vento in faccia a scontrarsi con i pensieri, i brutti pensieri che inevitabilmente non abbandonano e non abbandoneranno mai la mente di un paziente oncologico.
Ecco quello che mi è mancato in tutti questi giorni: la solitudine, lo spazio tutto mio, l’isolamento da tutti, la mia bici per riflettere. Chi la sente adesso la fatica? Non c’è spazio per lei, c’è solo spazio per i litigi nella mia testa: pensiero pessimista contro pensiero ottimista.
E intanto, senza accorgermene, il nastro d’asfalto scorre velocemente sotto di me e in un attimo mi ritrovo al punto di partenza. Possibile? Dopo tutti quei giorni di stop, meglio di così non poteva andare:
media come se mi fossi allenata costantemente,
testa più leggera e ottimista,
e un bel sorriso stampato in faccia!

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