Non l’avevo mai fatto, ma questa volta, un po’ per lo scazzo per il posto in cui mi ritrovavo e forse un po’ per egoismo, ho sfruttato la mia condizione di malato.
Approfittatriceeeeeeee!
La regola è che durante le sette ore di esame giornaliero non si può andare in bagno se non dopo che ne siano trascorse due dalla dettatura delle tracce. Dopo tale momento i servizi sono presi d’assalto e, vuoi per la quantità di persone e anche un po’ per la maleducazione della gente, non è che siano il massimo della pulizia, anzi…
Così, con il certificato alla mano, prima della scadenza dell’ora consentita, mi sono recata da un commissario che subito ha acconsentito, facendomi però scortare da un agente donna di polizia penitenziaria (ma è carica la pistola?!?) che si è piantonata fuori dal bagno. Mi sono sentita una sorvegliata speciale… ma ho usato un bagno ancora bello lindo.
Sì, ho sfruttato il cancro per una pisciata in un bagno pulito. Che tristezza!!!



beh, io faccio di peggio tutti i giorni. una sana pipì è santa!
RispondiEliminaPolizia penitenziaria?
RispondiElimina(la Guderzo è guardia carceraria...hai visto mai...)
Ma era carica la pistola?
RispondiElimina@widepeak Allora si può!!! E’ uno dei benefici concedibile all’imputato… ops malato?
RispondiElimina@manuel Magari fosse stata la Guderzo! Almeno, mentre svuotavo la vescica, avremmo potuto parlare di qualcosa di interessante.
La pistola? E chi lo sa?